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IL SORTEGGIO DI EUROLEGA

Con ampio anticipo rispetto all'inizio della competizione, che partirà il prossimo 29 settembre con la novità dei turni preliminari, è stato effettuato questa mattina a Barcellona il sorteggio dei gironi di Eurolega per la stagione 2009/2010.

Quattro le squadre italiane impegnate anche quest'anno nel massimo torneo cestistico continentale: la Benetton Treviso partirà proprio dalla fase preliminare - nella quale 8 formazioni si contenderanno ad eliminazione diretta 2 soli posti per la regular season - mentre Siena, Milano e Roma sono ammesse di diritto alla fase a gruppi. Vediamo nel dettaglio l'intero sorteggio.

Primo turno preliminare: 1. Orleans-Spirou Charleroi; 2. Benetton Treviso-Ventspils; 3. Alba Berlino-Le Mans; 4. Maroussi Atene-Aris Salonicco.
Secondo turno preliminare: vincente 1-vincente 2 (qualificata 1); vincente 3-vincente 4 (qualificata 2).

Girone A: Barcellona, Montepaschi Siena, Cibona Zagabria, Fenerbahce Ulker, Zalgiris Kaunas, Asvel Villeurbanne.
Girone B: Olympiacos, Partizan Belgrado, Unicaja Malaga, Efes Pilsen Istanbul, Lietuvos Rytas, qualificata 1.
Girone C: Cska Mosca, Tau Vitoria, Maccabi Tel Aviv, Virtus Roma, Olimpia Lubiana, qualificata 2.
Girone D: Panathinaikos, Real Madrid, Armani Jeans Milano, Prokom Sopot, Khimki Mosca, Oldenburg.

ROMA SGOMITA SOTTO CANESTRO

Procede a ritmi sostenuti l'opera di costruzione della nuova Lottomatica Virtus Roma in vista della stagione sportiva 2009/2010. Il giorno seguente all'ufficializzazione degli acquisti di Crosariol e Minard, nuove notizie sono arrivate ad allietare l'umore dei tifosi capitolini e a completare l'assetto del reparto lunghi a disposizione di coach Gentile: l'ingaggio dell'ala grande francese Hervé Touré e il rinnovo del contratto firmato da Andre Hutson.

Il nuovo arrivo in canotta giallorossa - con un contratto della durata di 3 anni - è quindi proprio il francese Touré, nato a Lione nel 1982, nome già accostato a Roma dai rumors di mercato da vari giorni a questa parte. Ala di 2 metri e 03, elemento dalla grande reattività ed esplosività, sbarca nella capitale dopo 4 anni di esperienza maturata sui parquet del nostro campionato: portato in Italia dall'Air Avellino nel 2005, ha in seguito vestito le casacche di Capo d'Orlando, Milano e Cantù. Proprio con il team brianzolo ha raggiunto la maturità tecnica, concludendo l'ultima stagione con 11 punti di media a partita in 28 minuti di impiego, ed ottime statistiche sia a rimbalzo che al tiro (61% da 2 e 45% da 3).

Il giocatore andrà a ricoprire nel roster virtussino il ruolo lasciato vacante da Roberto Gabini - quello di primo ricambio per l'ala grande titolare, Angelo Gigli - portando alla squadra anche la sua pregressa esperienza in Eurolega, più volte disputata da Touré quando militava in patria, nel Villeurbanne.

La ciliegina sulla torta dell'intensa giornata vissuta dalla società di viale Tiziano, nonché la notizia che tutti gli appassionati locali attendevano con ansia, è stata però l'ufficialità della conferma di Andre Hutson. Uno dei principali punti di forza della Lottomatica nella stagione appena conclusa, se non il giocatore dal rendimento più alto durante tutta l'annata, ha sottoscritto col presidente Toti il rinnovo del proprio contratto e resterà in maglia Virtus per le prossime due stagioni. Il 30enne americano - 13.9 punti e 16.2 di valutazione media a gara - sarà quindi ancora una colonna portante della rosa capitolina, formando insieme a Gigli una coppia di lunghi titolari di sicuro affidamento e di grande combattività.

LOTTOMATICA, EPPUR SI MUOVE

Iniziano a prendere forma il roster e il volto della nuova Virtus Roma: Crosariol e Minard i primi tasselli per coach Gentile

Dove eravamo rimasti? Ad un epilogo da incubo per gli appassionati capitolini, o almeno per quelle poche migliaia che erano al PalaLottomatica la sera di gara 5 dei quarti di finale tra Roma e Biella, con la Virtus eliminata ben prima del previsto dalla corsa scudetto e con molteplici nubi nere addensate sulla sua testa in vista del futuro. L'acquisizione della licenza triennale di Eurolega è servita a mitigare leggermente l'amarezza, e il commiato da Dejan Bodiroga dopo 4 stagioni - tra campo e scrivania - è stato il primo passo verso la parziale ricostruzione, innanzitutto a livello psicologico.

Fa parte di questa società, è nel dna della
Virtus Roma l'essere sempre riuscita a rialzarsi e riprendere il cammino - a volte molto a fatica - dopo batoste anche ben più terribili. Non c'era ragione per cui non avrebbe dovuto essere così anche stavolta. Si è scelto di ripartire sotto la guida tecnica di quel Nando Gentile che, una volta arrivato al timone della squadra, è stato croce e delizia; scelta discussa e criticata da una discreta parte della tifoseria, ma la presa di posizione del presidente Toti in proposito è stata netta e forte, e non è di certo il momento per dire se la storia gli darà ragione o no.

Fatto sta che, contrariamente a molte altre formazioni del nostro campionato, Roma ha avuto da subito la
certezza sul nome del proprio allenatore, e questo ha permesso di elaborare una precisa linea in vista del mercato per la prossima stagione. Campagna acquisti che ha faticato a partire dai blocchi, ma che nella sola giornata del 2 luglio ha visto arrivare nella capitale due nuovi elementi, i primi tasselli della Lottomatica 2009/2010: Andrea Crosariol e Ricky Minard.

Per
Crosariol - centrone di 210 cm per 110 chili, 25 anni a novembre - si tratta di un ritorno in maglia giallorossa, dopo i 4 mesi con sole 11 apparizioni in campo nel 2008, all'interno della Virtus allenata da Jasmin Repesa che conquistò la finale playoff contro Siena. Nell'ultima stagione, disputata ad Avellino, uno dei pochissimi pivot puri rimasti in Italia ha visto incrementare nettamente il suo utilizzo e il suo rendimento, guadagnandosi presumibilmente un posto in Nazionale per i prossimi Europei. A lui il ruolo di primo ricambio per il centro titolare.

Con l'ingaggio di
Ricky Minard arriva invece alla Lottomatica uno dei giocatori USA attualmente con più esperienza dei nostri parquet: arrivato in Italia nel corso del 2004/2005, a Biella, il 27enne nativo dell'Ohio si è poi diviso tra Reggio Emilia e Montegranaro, acquisendo sempre più un ruolo da protagonista e raggiungendo i massimi risultati statistici personali proprio nell'ultima stagione, con la maglia dei gialloblù marchigiani (15.6 punti e 4.4 rimbalzi di media a partita in 32 minuti di utilizzo). Nonostante l'altezza da guardia - 194 cm - il suo ruolo naturale è quello di ala piccola, ruolo nel quale dividerà il proprio minutaggio con Gigi Datome.

Sembra quindi iniziare a prendere forma quella Virtus preannunciata dalla dirigenza capitolina, una squadra costruita su una nutrita presenza di
giocatori italiani - tra cui i confermati Gigli, Giachetti, capitan Tonolli e il già citato Datome - con intorno stranieri già noti e già presenti nel campionato italiano. Se il tempo delle scommesse alla Jennings è quindi finito, i prossimi passi da muovere riguardano però le conferme di altri elementi visti in giallorosso nella scorsa stagione: se Hutson cederà alle sirene senesi oppure resterà a Roma, se Sani Becirovic sarà sacrificato per esigenze di bilancio, se Ibby Jaaber rimarrà una colonna portante anche per il futuro. Interrogativi da sciogliere il prima possibile, per rassicurare l'intero ambiente sulla competitività di squadra e società.

PANCHINE, E' ANCORA VALZER

Tra conferme annunciate e novità più o meno attese, continua a completarsi il quadro delle guide tecniche delle formazioni che parteciperanno alla Serie A 2009/2010.

Non si registrano cambiamenti a sorpresa in casa Virtus Roma, dove - dopo l'ufficiosità già data al termine degli sciagurati playoff della Lottomatica - un comunicato ufficiale della società capitolina ha provveduto a dissipare tutte le voci ed a confermare Nando Gentile come capo allenatore anche per la prossima stagione. Il coach di Tuoro, subentrato in corsa a Repesa e protagonista di un anno altalenante (capace di 9 vittorie consecutive come di essere eliminato da Biella nella post season), non sembra godere più dei favori di parte della tifoseria romana, ma la fiducia che Toti gli ha concesso sarà per lui una occasione di pronto riscatto da non fallire.

Volti nuovi invece si presentano a Pesaro. Perso Sacripanti, volato a Caserta, la Scavolini ha annunciato già da alcuni giorni il nome del nuovo tecnico: Luca Dalmonte. Il coach imolese, 45 anni, è reduce da due annate positive sulla panchina di Cantù, durante le quali ha conquistato una qualificazione ai playoff sfiorandone un'altra nel corso dell'ultimo campionato.

La maggiore sorpresa arriva però da Treviso. Dopo il saluto di Oktay Mahmuti e le conseguenti mille voci riguardanti i possibili nuovi arrivi alla guida della Benetton, la società veneta ha sorpreso un po' tutti con l'annuncio della promozione a head coach del suo ormai storico allenatore in seconda: Francesco Vitucci. Per Frank - dal 2003 a Treviso come assistente prima di Ettore Messina, poi di David Blatt e infine di Mahmuti - arrivano l'esperienza e l'occasione più importanti dell'intera carriera, per la prima volta titolare della panchina di una storica grande del nostro basket, con la quale rivivrà anche l'emozione della partecipazione all'Eurolega.

ROMA E BIELLA, E' ANCORA LUNGA

L'Angelico pareggia i conti in una serie lontana dalla sua conclusione. Mentre Hawkins lancia Milano verso le semifinali

1-1, palla al centro. Questo desueto slogan può tornare utile per riassumere le immagini emerse al termine di gara 2 tra Biella e Virtus Roma: l'Angelico di Luca Bechi a festeggiare la vittoria per 82-77, e gli uomini di Gentile di nuovo caricati sulle spalle del peso di una serie che torna di colpo in salita. Il coach di Tuoro aveva visto giusto alla vigilia, pronosticando un avversario ben diverso rispetto a quello dominato anche mentalmente dalla Lottomatica in gara 1, ma è stato il suo auspicio di rivedere in Piemonte la stessa Virtus grintosa ed efficace di 48 ore prima a non trovare pieno riscontro.

Gli occhi della tigre i capitolini hanno tentato di mostrarli nel corso dei primi 20 minuti, nei quali Roma ha spesso tenuto il muso avanti nel punteggio, seppur senza riuscire mai nello strappo deciso ed imperioso. La scossa per i padroni di casa l'ha data l'ingresso sul parquet di Pietro Aradori, il protagonista che non ti aspetti in un roster costruito con altre gerarchie: il ragazzo visto col contagocce l'anno scorso in giallorosso decide di farsi rimpiangere, ed a cavallo tra il secondo - concluso sulla parità a quota 36 - e il terzo quarto sfodera un vasto repertorio di azioni e canestri, fatto di entrate come di conclusioni da lontano, a cui la difesa virtussina sembra non riuscire a venire a capo.

Quando a prendere il comando nel punteggio sono poi i rossoblù, le sorti della gara sembrano segnate. Gli attacchi della Lottomatica sono incostanti, le palle perse più deleterie arrivano quando il loro peso specifico è massimo, gli americani di Roma non la metterebbero neanche in un canestro largo quanto una vasca da bagno, gli unici a crederci sembrano Gigli e Datome, così nel finale per i piemontesi non c'è che da controllare il sufficiente margine di vantaggio. Aradori chiude doppiamente a quota 21 - per punti e valutazione - ben supportato da un Luca Garri molto efficace e dalla coppia USA Smith-Gist (12 punti a testa). Per la Virtus, da salvare un Sani Becirovic a lungo ottimo ma arrivato purtroppo un po' stanco alle battute finali, e il duo tricolore Gigli-Datome che lungo tutta la stagione ha di rado fatto mancare il proprio apporto in termini di cuore, testa e attributi.

Non c'è tempo per interrogarsi sulla nuova prova totalmente inconcludente di Douglas, sulla cattiva serata incontrata da Jaaber - in doppia cifra ma troppo impreciso al tiro - e da un Andre Hutson incredibilmente fermo a quota zero. Venerdì sera si riparte, con una priorità assoluta: sparigliare la serie e tornare a vincere convincendo, davanti al pubblico romano e agli occhi di tutte le avversarie che aspettano di capire qual è la vera Lottomatica, di capire una volta per sempre quanto questa Virtus può far paura. Solo così si potrà tornare a Biella per l'inevitabile gara 4 con lo spirito giusto, per non fallire più l'opportunità di chiudere i conti.

Nell'altra gara in programma ieri sera, l'AJ Milano è riuscita a spuntarla all'ultimo respiro - 83-82 - contro una Tercas Teramo arrivata al PalaLido con tutte le intenzioni di pareggiare la serie. Gli abruzzesi, sospinti dalla coppia Poeta-Carroll, hanno condotto il match per larghi tratti, sin dall'8-0 iniziale ed arrivando nel corso del secondo quarto ad un massimo vantaggio di 18 punti. Nella ripresa l'Olimpia si rifà sotto, grazie ai suoi USA Hawkins ed Hall, e si procede sul filo dell'equilibrio e dei nervi fino alla sirena, quando il ferro respinge il tiro della vittoria ospite - scoccato da Brandon Brown - e lancia gli uomini di Bucchi sul 2-0. 24 i punti finali per la guardia ex-Roma David Hawkins; nelle file teramane, non bastano 5 elementi in doppia cifra (Carroll 17).

PIU' "SANI", PIU' BELLI

Lottomatica-Angelico 80-67. Becirovic trascina una ottima Virtus sull'1-0 nella serie.

Roma c'è. E in questa avventura playoff sembra intenzionata a restarci quanto più le sarà possibile. La prima pietra è stata posata vincendo e convincendo in gara 1 dei quarti - in un Palaeur poco affollato ma partecipe - contro quella Angelico Biella spauracchio della vigilia, regolata dagli uomini di coach Gentile ancor più saldamente di quanto dicano i 13 punti finali di scarto.

Con il neo acquisto Golemac in panchina e Brandon Jennings in borghese, si parte. La Lottomatica impiega qualche minuto a prendere le misure ad un avversario voglioso ma impreciso: dopo 5' le polveri sembrano bagnate da ambo le parti, ma è l'ingresso in campo di Sani Becirovic a cambiare il volto del match. Il fuoriclasse sloveno è in serata e lo fa capire da subito, mostrando estrema precisione al tiro da fuori e smistando palloni che fanno girare la squadra in maniera pregevole. La Virtus scappa nel punteggio, e il 25-14 in conclusione della prima frazione sembra già segnare la rotta della gara.

La marcia dell'ex-fortitudino prosegue anche nel secondo quarto, Sani perfora la difesa a zona piemontese non sbagliando un colpo da 3 punti, e il resto dei ragazzi in casacca giallorossa lo supporta egregiamente. Andre Hutson domina sotto le plance, trascina Roma al +18 e ad un margine di assoluta sicurezza all'intervallo, che Biella non riuscirà più a colmare neanche al rientro dagli spogliatoi. Tradita da un inguardabile Gaines, con uno Smith visto solo a sprazzi e con scarso apporto dai panchinari - tranne quel Greg Brunner che al Palaeur sfodera sempre elevate prestazioni - la banda di Bechi tenta una flebile reazione soltanto negli ultimi 15 minuti.

Ma la Virtus non molla mai la presa sulla partita, controllando il distacco, tenendo alta la guardia in difesa e non sprecando mai energie inutili, preziosissime quando si deve giocare ogni 48 ore. C'è tempo per un siparietto tra la curva romana e l'ex - come al solito sbeffeggiato - Garri, prima di chiudere 80-67 con molti spunti positivi e le tasche piene di ottimismo. Mercoledì sera si andrà a Biella per ripartire da quanto di buono si è visto nella capitale: la costante attenzione difensiva che la Lottomatica ha messo in campo sarà ancor più fondamentale in trasferta, unita allo spirito di un gruppo che sa far risaltare a dovere le sue individualità, su tutte quella di Becirovic.

Quando Sani sta bene fa la differenza, non è una scoperta fatta ieri sera: la sua condizione c'è, è tornata, così come la classe cristallina di un campione vero che sa cambiare in meglio il volto di un'intera squadra; se riuscirà durante questi playoff a dosarsi - e ad essere dosato a dovere da Gentile - ne vedremo delle belle. Gli altri promossi a pieni voti sono i soliti noti. Un Hutson da doppia doppia sfiorata e 30 di valutazione, il solito Ibby Jaaber che sopperisce col talento anche ad una serata di poca precisione, Gigli che per la terza uscita consecutiva cala una carta da 11 rimbalzi. Degnissimo di nota anche Jurica Golemac, apparso perfettamente corrispondente all'identikit di giocatore intelligente, dalle mani veloci, utile in chiave tattica e con esperienza da vendere con cui era stato presentato.

Le uniche note stonate rimangono Douglas e Brezec; se questi due ragazzi fanno troppo spesso una fatica immane anche solo a svolgere i rispettivi compiti minimi per cui sono stati portati a Roma - centrare il bersaglio da 3 e catturare almeno più di un rimbalzo a partita - bisogna cominciare ad interrogarsi sulla loro effettiva utilità in un contesto come questo. Le valutazioni in proposito vanno ovviamente lasciate soltanto allo staff tecnico virtussino, ma più si andrà avanti nel cammino verso lo scudetto e più non ci si potrà permettere di regalare niente agli avversari.

LOTTOMATICA-ANGELICO, ATTO PRIMO

La Virtus inizia stasera il cammino verso la finale tricolore. Biella il primo ostacolo, con gli ex Garri e Aradori desiderosi di uno sgambetto.

C'è chi avrebbe preferito evitarla e, potendo scegliere un altro incrocio con cui iniziare l'avventura dei playoff 2009, avrebbe auspicato perfino una sconfitta della Lottomatica lo scorso 10 maggio contro Cantù. Eppure Roma, in questi quarti di finale, trova quella Angelico Biella che negli anni ha spesso rappresentato un banco di prova ostico. Il team piemontese - allenato per il terzo anno consecutivo dal serio e preparato Luca Bechi - ha conquistato con merito il suo settimo posto, presentandosi ai nastri di partenza della post season giustamente appagata, ma con la voglia di giocare le proprie carte fino in fondo.

Dalla stagione 2001/2002, la loro prima in Serie A, i rossoblù hanno sempre puntato forte sul rendimento casalingo, approfittando di un fattore campo che si fa sentire per conquistare salvezze anticipate e, in alcune occasioni, un posto tra le grandi. Ne sa qualcosa la Virtus Roma, uscita vittoriosa dal palasport biellese solo in 3 occasioni su 8 (compresa però l'ultima, lo scorso 26 ottobre). Ma le frecce all'arco di Bechi non si limitano alla carica data dall'ambiente: anche in questa stagione ha pagato l'abituale politica societaria nella costruzione del roster, ovvero la ricerca di ottimi elementi - meglio se poco conosciuti - nel mercato USA, contornando gli americani con un solido gruppo di italiani e comunitari.

Il quintetto base dell'Angelico ne è l'applicazione logica. Ai due piccoletti terribili Smith e Gaines, si affiancano solitamente 3 giocatori molto alti, quasi intercambiabili nei ruoli di ali e centro: Gist, lo svedese Jerebko, e l'ex Virtus (non rimpianto da nessuno) Luca Garri. Ciò consente ai piemontesi di attuare un gioco vario, spesso brillante, con le chiavi saldamente in mano al play Joe Smith e una batteria di lunghi in grado di catturare molti rimbalzi, così come di scombinare le carte in tavola tentando spesso il tiro pesante. I punti deboli arrivano però dalla poca profondità della panchina, con i soli Valerio Spinelli e Pietro Aradori (altro ex, lo rivedremo in giallorosso la prossima estate?) come ricambi - seppur validi - per gli esterni, ma con i non irresistibili Jurak e Brunner a sostituire i lunghi titolari.

A coach Gentile non mancano di certo le contromosse. Roma ha sopperito alle assenze per infortunio di Gabini e Tonolli acquistando il centro sloveno Golemac, ma fino all'ultimo momento non sapremo se l'ultimo arrivato sarà inserito a referto: in caso negativo, ad Angelo Gigli e Andre Hutson il compito di farsi valere sotto i tabelloni, con il solo Brezec - da cui si attende finalmente il salto di qualità - pronto a subentrare nel reparto lunghi. Da valutare le scelte del coach virtussino negli altri ruoli: con Jaaber, ormai vero leader emotivo della squadra, saldo in cabina di regia, gli altri due posti in quintetto base se li contenderanno rispettivamente le coppie Becirovic-Douglas e De La Fuente-Datome.

Si parte questa sera alle 20:30, in un PalaLottomatica che si auspica vestito a festa per l'occasione e pronto ad accompagnare la truppa capitolina verso l'obiettivo dichiarato: una nuova finale tricolore contro Siena. Per questo l'avversario merita il massimo rispetto, ma non può togliere il sonno. Iniziare col piede giusto indirizzerebbe la serie in modo già netto; e disputare una partita ogni 2 giorni, per chi come Biella ha costruito una squadra affrontando tutta una stagione con un singolo impegno a settimana, farà la differenza e non potrà non fare emergere i veri valori del campo.

UN BALLO PER 8 INVITATE

Playoff, si parte: da lunedì 18 al via i quarti di finale della corsa scudetto. Tutti contro Siena, ma chi può realmente sperare nel miracolo?

Come puntualmente accade ogni anno dal lontano 1977, con l'arrivo della bella stagione il campionato italiano di basket entra nella sua fase più calda e più attesa, quella che assegna lo scudetto attraverso la folle corsa dei playoff. Dal 18 maggio, con gara 1 delle serie presenti nella parte bassa del tabellone, fino al 22 giugno - la sera dell'eventuale gara 7 di finale - parleranno soltanto i campi, i protagonisti delle 8 squadre impegnate ed i loro canestri. Passiamo in rapida rassegna le sfide dei quarti.

SIENA - PESARO.
Inutile sprecare troppe chiacchiere, cercare di spaccare il capello in infinite parti, trovare fragili appigli con i quali immaginare un epilogo imprevisto. I marchigiani, agguantando in extremis l'ottavo posto, hanno ottenuto il massimo obiettivo possibile per una stagione alquanto transitoria. Per Siena, da verificare la disponibilità e le condizioni di due pezzi da novanta - Kaukenas e McIntyre - ed eventuali strascichi di nervosismo mostrati nell'ultima trasferta milanese; ma la corazzata dominatrice delle competizioni italiane - una sconfitta in 34 incontri tra campionato e coppe nazionali - potrà dormire sonni tranquilli e raccogliere il passaggio del turno nelle canoniche 3 gare.
Possibilità: Montepaschi 100%, Scavolini 0%.

TREVISO - V. BOLOGNA.
Si rinnova - a distanza di 9 giorni dallo scontro diretto nell'ultima giornata disputata - il duello tra i due team che si sono contesi la quarta piazza. Chi ci arriva decisamente meglio è la Benetton: lo sprint finale nella regular season rende i verdi la vera mina vagante dei playoff, e i favori del pronostico pendono dalla parte veneta non solo per il fattore campo a favore nell'ipotetica bella. L'ultima finestra di mercato ha consentito a Mahmuti di poter contare su un roster rafforzato, specialmente grazie al jolly Kalampokis, guardia greca già decisiva, e la recente crisi di risultati delle V nere - 5 sconfitte consecutive - rende ulteriormente in salita la strada dei bolognesi verso la gloria (e l'Europa). A meno di colpi di coda e sussulti di orgoglio, sempre possibili quando si veste una maglia così ricca di tradizione e di successi.
Possibilità: Benetton 65%, LaFortezza 35%.

TERAMO - MILANO.
L'equilibrio sarà ancor più al centro della scena in questa inedita serie. La Tercas di Capobianco - giustamente eletto coach dell'anno - si presenta per la prima volta nella sua storia alla post season, forte di un terzo posto miracoloso, della carica di un gruppo compatto, giovane, sospinto da un pubblico scatenato che nelle uscite casalinghe farà presumibilmente la voce grossa. A Moss, Poeta e Amoroso il compito di guidare gli abruzzesi verso un traguardo ancora più storico. Ma il ruolo della guastafeste sembra adattissimo per una Armani che nei playoff raramente delude, determinata a mantenere il proprio posto tra le grandi del campionato e a confermarsi al via dell'Eurolega anche nella prossima stagione.
Possibilità: Banca Tercas 55%, Armani Jeans 45%.

ROMA - BIELLA.
La Virtus di N
ando Gentile, dopo il secondo posto agguantato di prepotenza con 5 successi di fila, non può di certo fermarsi di fronte ad una squadra comunque coriacea qual è Biella: l'obiettivo licenza triennale europea sembra ad un passo, e l'intero ambiente capitolino già pregusta una nuova finale scudetto contro il Montepaschi. Ai piemontesi il compito di allungare una serie sulla carta chiusa, sfruttando le solite armi dei rossoblù: il calore del proprio campo, la verve di uomini chiave come Gaines e Smith, un gioco brillante in grado - durante la stagione regolare - di sovvertire molti pronostici. Ma nei playoff, su una distanza così lunga come quella delle 5 partite, difficilmente basterà.
Possibilità: Lottomatica 85%, Angelico 15%.

LOTTOMATICA-NGC CANTU' 77-64

Missione compiuta in casa Virtus Roma. Dopo aver raggiunto senza più dubbi il secondo posto in classifica già al termine del penultimo turno di campionato grazie alla sudata vittoria ad Avellino, la formazione capitolina completa al meglio un cammino in regular season alquanto altalenante, spesso incerto, a tratti paradossale, ma che si conclude con quella piazza d'onore, alle spalle di Siena, sin dall'inizio inseguita come imprescindibile obiettivo stagionale. La vittoria 77-64 contro la Ngc Cantù, quinto successo consecutivo, arriva al termine di un match di certo non da ricordare, ma utile in vista degli imminenti playoff.

Con la Lottomatica scesa in campo già certa del proprio piazzamento finale, avrebbero dovuto essere i biancoblù di coach Dalmonte a presentarsi al Palaeur con animo battagliero per giocarsi le ultime chance di qualificazione alla post season; ma quella vista ieri sul parquet romano non è sembrata più una squadra degna di questo appellativo: quasi impossibile trovare contenuti tecnici appena decenti nei primi due quarti di gara - degni più che altro dello sport storicamente battezzato da Dan Peterson col nome di "ciapanò" - con la Virtus che pur passeggiando non trova resistenze da parte del team brianzolo, apparso totalmente disunito, allo sbando a livello di spogliatoio e platealmente contestato dai tifosi lombardi arrivati fin sotto la volta del Nervi.

Per Nando Gentile c'è così modo di sperimentare e di poter dosare al meglio le forze degli uomini a disposizione, pensando agli impegni che verranno. Tanti i minuti concessi a Brandon Jennings, maggiore spazio rispetto alla media anche per un eccellente Gigli e per Brezec, un minimo di riposo in più invece per chi ha tirato la carretta lungo tutta la stagione, da Jaaber ad Hutson, fino ad un pienamente ritrovato Sani Becirovic. La partita sembra destarsi da un altrimenti inesorabile torpore soltanto nel finale della terza frazione, quando Kevinn Pinkney decide di distinguersi dalla massa inerte dei suoi compagni di squadra arrivati quasi per caso da Cantù, e con una serie di canestri pesanti sembra riaccendere qualche fioca fiammella di equilibrio e di spettacolo.

Ma è un fuoco di paglia: la Lottomatica non perde mai il controllo sul match, anche i giallorossi trovano la via del canestro con un minimo di continuità in più, tanto per non far concludere la gara con un punteggio imbarazzantemente basso, e negli ultimi 40 secondi c'è gloria anche per il quasi 17enne romano Valerio Staffieri, il cui canestro è accolto - come sempre quando un debuttante trova i primi punti in serie A - dall'ovazione del pubblico. Roma chiude quindi in scioltezza, con 4 elementi in doppia cifra e, tra le altre voci statistiche, la bellezza di 22 assist: sintomo di una voglia di giocare insieme, come un vero gruppo, che nell'arco di 30 partite è spesso mancata, ma che diventa imprescindibile quando si arriva a giocarsi un campionato nella fase ad eliminazione diretta.

Fase, quella dei playoff, che da giovedì vedrà la Virtus affrontare nei quarti di finale l'Angelico Biella, classificatasi al settimo posto. Avversario che negli anni è stato spesso ostico per i colori capitolini, ma che immaginiamo non possa togliere il sonno ad una formazione il cui obiettivo dichiarato è la finale scudetto, e che ieri ha dato una dimostrazione di maturità, contro quei pochi che fantasticavano sulla possibilità per Roma di evitare l'incrocio con Biella, perdendo il match contro Cantù. Opzione che per fortuna di tutti è stata smentita dai fatti. Perché questo tipo di calcoli - degni di chi può solo pensare in piccolo - si lasciano volentieri a chi è piccolo, e perché l'abitudine a vincere si alimenta, si costruisce, soltanto vincendo. Come la Lottomatica ha fatto e, speranza di tutti, vuole continuare a fare.

IN PICCHIATA

Se l'ultimo match da disputare nella 25° giornata di campionato serviva per fornire risposte concrete, internamente alla Virtus Roma ma anche all'intera stagione regolare lungo la corsa verso i playoff, di risposte ne ha date eccome. La netta vittoria dei padroni di casa della Benetton Treviso sulla Lottomatica, col punteggio di 79-62, getta lo scompiglio in classifica e lo sconforto nelle file romane.

Sembra quasi superfluo soffermarsi sulla cronaca di una gara che ha visto equilibrio solamente nei primi 10 minuti di gioco, prima di vedere i verdi decollare verso un successo mai in discussione: i 13 punti di margine tra le due squadre al momento dell'intervallo lungo e i 16 punti che dividevano Treviso e Roma a fine terzo quarto dicono più di qualsiasi parola. Così come basta scorgere il tabellino per rendere ancora più netta la batosta subita da una Lottomatica sempre più preoccupante, sia in campo che nella gestione dalla panchina.

5 gli uomini in doppia cifra tra i ragazzi allenati da Mahmuti, nessuno dei quali ha segnato più di 13 punti e giocato più di 30 minuti; a dimostrazione di un controllo nella distribuzione delle forze a disposizione che, al momento, per lo staff tecnico capitolino sembra un lontano ricordo, e di un roster da cui si è riusciti a trovare sempre forze fresche da mettere in campo con profitto, pescando per di più il jolly di giornata nel giovanissimo esordiente Sandri, 18 anni, artefice di un match da raccontare per lungo tempo agli amici.

Per Roma è la terza sconfitta consecutiva, quarta nelle ultime 5 uscite. Cosa c'è da salvare? Il solito immenso Gigli, al suo season high in termini di punti e di valutazione - ma Angelo è uno dei pochi che mette sempre il 110% della grinta e lo 0% dell'arrendevolezza -, un gagliardo Hutson, e praticamente nient'altro. Ora che non sta sfuggendo soltanto il secondo posto ma diventa a forte rischio anche un piazzamento finale tra le prime quattro, sta diventando arduo anche cercare di salvare le varie scelte fatte nei mesi scorsi dall'intero ambiente virtussino, compreso quel mercato estivo che è stato scoppiettante e valido solo sulla carta, superficie sulla quale non si gioca a pallacanestro.

Questo Becirovic - va ribadito, questo, cioè uno scialbo parente del reale Sani Becirovic - è più utile a lato panchina in borghese che in campo; questo Jennings, che le malelingue dicono aver scelto l'Europa invece del college per scarsa voglia di studiare, potrà tra pochi mesi ritrovare tranquillamente la sua America senza lasciare altro se non promesse mai mantenute; non scomodiamo poi quel Brezec, ieri assente, che non fa cogliere più di tanto la differenza tra quando è in canottiera giallorossa e quando in giacca.

Le responsabilità di tutti vanno però allargate oltre. Nando Gentile sembra sì la vaga ombra del Gentile visto in panchina nei primi tempi post-Repesa, ma è lo stesso che a più riprese disse di non essere potenzialmente in grado di gestire la squadra per tutta la stagione. Su Ruben Douglas non vanno sprecate troppe parole; casomai andrebbero spese nei confronti di chi lo ha portato a Roma dopo due mesi e mezzo in attesa di un rinforzo che facesse la differenza in senso positivo...

La Virtus che, una volta uscita dall'Europa e di conseguenza libera dai due impegni settimanali, avrebbe dovuto trovare nuove forze e nuova concentrazione da riservare integralmente al campionato sembra invece in continua caduta libera. Così come gli obiettivi stagionali, periodicamente aggiornati sempre più al ribasso già da qualche tempo. Ma a poco più di un mese dall'inizio dei playoff, il vero obiettivo quale può essere? Salvare il salvabile - e la faccia - con la speranza di cavare il meglio possibile dalla post season, per poi dover operare l'ennesima rifondazione?

BENETTON-LOTTOMATICA

Nella sacrosanta indifferenza di un'intera nazione impegnata a pensare a cose ben più importanti, stasera al PalaVerde di Villorba avrà luogo il recupero di campionato tra Benetton Treviso e Lottomatica Roma.

Stando alle notizie trapelate in casa Virtus Roma, non sarà della partita il centro sloveno Primoz Brezec a causa del riacutizzarsi di vecchi problemi fisici, al tendine di Achille, mentre non è lecito sapere se saranno disponibili gli altri elementi recentemente fuori per infortuni (Becirovic, De la Fuente).

I trevigiani si presentano al match al completo, dopo la recentissima delusione subita in campo europeo, con il redivivo Massimo Bulleri che ha suonato la carica: "Da qui a fine regular season, vincerle tutte". E un successo della formazione veneta avrebbe grosse ripercussioni sulla classifica, creando - dietro alla La Fortezza Bologna lanciata verso il secondo posto - un gruppone di squadre appaiate a quota 30 punti.

Per una Lottomatica che solo fino a poche settimane fa sembrava cullarsi troppo su degli inesistenti allori, si aprirebbero scenari di estrema incertezza: inutile nascondersi dietro ad un dito e dietro dichiarazioni poco credibili, secondo le quali arrivare secondi o sesti a fine stagione regolare cambia poco...

SERIE A, LA 25° GIORNATA

Come accaduto la settimana scorsa con il rinvio di Siena-Avellino, anche questa giornata di campionato si presenta "monca" a causa dello spostamento a mercoledì 8 di un match, anzi di quello che è il principale incontro di cartello in programma in questo sestultimo appuntamento di regular season: Benetton Treviso-Lottomatica Roma. Certamente l'ottimistica speranza di chi aveva richiesto ed autorizzato il rinvio era quella di vedere i verdi trevigiani andare il più avanti possibile nelle Final Eight di Eurocup, cosa invece non accaduta, ma ormai la decisione era stata irrevocabilmente presa.

Passando in rassegna le restanti gare in programma tra oggi e domani, chi tra le posizioni di vertice sembra godere della situazione più favorevole è la Virtus Bologna. Le V nere di Boniciolli attendono la Eldo Caserta, formazione ancora non certa della salvezza ma che non dovrà cercare i punti che le mancano in trasferte apparentemente improbe come questa a Casalecchio. Conquistando i 2 punti, la La Fortezza metterebbe momentaneamente in cassaforte il secondo posto, con Roma ancora ferma ai box per altri 3 giorni e con un orecchio alla sfida di Milano tra l'Armani Jeans e la Tercas Teramo. Una vittoria contro gli abruzzesi regalerebbe ad Hawkins e soci l'aggancio - insperato solo fino a poco tempo fa - ai primi 4 posti, riaprendo tutti i giochi in vista dello sprint finale verso i playoff.

Lotta-playoff che come ogni domenica propone interessanti scontri diretti. In corsa per agguantare il settimo e l'ottavo posto - gli ultimi utili - ci sono ben 5 squadre, 4 delle quali si incroceranno domani in campo. Il sentito derby marchigiano tra Montegranaro e Pesaro, così come la sfida tra Biella e Cantù, certamente non basteranno per sgranare la classifica e schiarire le idee su chi la spunterà a fine stagione regolare. Il quinto incomodo è l'Air Avellino, impegnata in casa contro la Fortitudo Bologna sconfitta nel derby e ferma al penultimo posto: una nuova sconfitta dei biancoblu getterebbe ancora ulteriori ombre su un finale di campionato dai contorni drammatici per Mancinelli e compagni.

A completare la domenica, il quasi testa-coda tra Solsonica Rieti e Montepaschi Siena - impossibile immaginare per i laziali, con il roster ridotto ai minimi termini, tenere testa alla capolista - e la sfida salvezza di Ferrara, tra i padroni di casa della Carife e Udine. Dopo l'impresa a Roma, per i ragazzi di Valli un nuovo successo significherebbe mettere una serissima ipoteca sulla permanenza in Serie A; ma dall'altra parte la Snaidero, fanalino di coda della classifica, verrà a caccia di punti. Per gli arancioni friulani, una sconfitta sarebbe la condanna forse definitiva alla retrocessione.

CLAMOROSO AL CIBALI

Come nei peggiori incubi. Non si è giocato nel mitico stadio catanese ma al palazzetto di viale Tiziano, eppure quanto accaduto ieri sera tra Lottomatica e Carife Ferrara ha del fortemente inaspettato, con le caratteristiche di una sceneggiatura scritta da una mente abile e cinica: il ritorno dell'ex Ray che si sveglia e si scatena sul più bello, la Virtus che si scioglie man mano sotto i colpi dell'americano ma non soltanto, i giocatori giallorossi che lasciano il campo tra le polemiche dopo il colpaccio operato dalla formazione emiliana, vittoriosa nella capitale per 88 a 93.

Roma si presenta ancora una volta con assenze importanti - al solito Becirovic si è aggiunto Rodrigo De la Fuente, entrambi a referto ma presenti in panchina solo per fare numero - ma nei primi minuti di match se ne accorgono in pochi. Gli uomini di Gentile sembrano poter scappare nel punteggio da un momento all'altro, e chiudono i primi 10 minuti con buon margine di vantaggio e 25 punti segnati, ottenendo buone cose anche dai discussi Douglas e Brezec. Troppo bello per essere vero?

Indiscutibilmente sì. Perché se nel secondo quarto la Lottomatica trova numeri e giocate da sogno da un eccellente Datome e ritrova l'Andre Hutson da battaglia che i tifosi più amano, numerose ingenuità dei padroni di casa consentono agli ospiti di mantenersi costantemente in linea di galleggiamento e di non perdere mai la scia, grazie soprattutto al "nanerottolo" Andre Collins dalla chirurgica precisione al tiro. La Carife trova contributi di altissima efficacia perfino dai gregari come Allegretti, così il risicato vantaggio capitolino resta tale anche dopo l'intervallo, fino a pochi secondi dalla conclusione del terzo quarto: fino a quel momento, il tabellino di Allan Ray riporta 4 punti segnati, e una prestazione complessiva a dir poco incolore. Ma proprio in quel momento, un tiro da 3 a fil di sirena dell'ex Villanova riporta Ferrara a -1.

L'ultima frazione di gioco riparte sulla stessa lunghezza d'onda, con un Ray ormai scatenato che trascina i suoi al primo vantaggio del match: una tripla, un gioco da tre punti, iniziative personali al limite; quanto basta per far crollare il castello di carte di una Virtus ormai alle corde psicologicamente, tenuta viva nel finale da un Ibby Jaaber commovente, mai domo, ma che da solo non può bastare per impedire ai bianconeri di coach Valli di espugnare il PalaTiziano. I primi ad uscire dal campo sotto gli insulti sono i direttori di gara, ma le principali colpe della disfatta non possono essere di certo attribuite a loro e ad una discutibile decisione su un fallo antisportivo.

Il contraccolpo in classifica sembra già molto pesante: con la La Fortezza Bologna sopra nei punti e negli scontri diretti, alla pari con Teramo, con Treviso e Milano ormai alle calcagna, la speranza è che la Lottomatica vista nelle ultime uscite sparisca al più presto. Proprio nel momento in cui sono venuti meno gli impegni europei e i conseguenti due impegni fissi a settimana, invece di trarne giovamento per il campionato la formazione romana sembra essersi sciolta come neve al sole. E le 2 sconfitte in 2 gare contro l'onesta truppa ferrarese - matricola che mai prima di quest'anno aveva visto la Serie A - rischiano di diventare presto motivo di rimpianto.

La gara di andata in Emilia segnò il punto più basso della gestione-Repesa, con le conseguenze che tutti ricordano. Oggi quest'ulteriore battuta d'arresto - se possibile ancora più dolorosa - rischia di incrinare le poche certezze rimaste in casa Virtus e riproporre agli appassionati un film già visto: con un Gentile in confusione nella gestione della squadra, delle rotazioni, del gioco, che sembra sempre più simile al suo predecessore; con troppe facce smarrite e timorose in campo; con quella che sembra sempre più spesso una collezione di nomi e di figurine piuttosto che una squadra, un gruppo che dia il massimo e che metta in campo ciò che sa fare per 40 minuti su 40, il prossimo futuro appare nebuloso. Nel momento in cui, tra poco più di un mese, bisognerà fare i conti con la classifica finale e con gli avversari che verranno nei playoff, l'augurio è che questi nefasti presagi risultino infondati...

24° GIORNATA DI SERIE A

Il 24° turno di campionato, che si svolgerà interamente domani, senza i consueti anticipi odierni ma spezzettato su infiniti orari per permettere a Sky di dedicare al basket nostrano una intera giornata di programmazione, segnerà l'inizio del mese e mezzo di rush finale della regular season, con quasi tutte le squadre ancora in corsa per raggiungere il rispettivo obiettivo stagionale.

La Lottomatica Roma sarà impegnata alle ore 21 al PalaTiziano contro la Carife Ferrara. Il principale motivo d'interesse - forse anche l'unico, soprattutto per i tifosi capitolini - sarà il ritorno nell'urbe di un ex fin troppo discusso: Allan Ray. Nella storia recente, pochi giocatori hanno saputo accendere diatribe e scatenare divisioni quanto la guardia arrivata a Roma dai Boston Celtics nell'estate 2007; in un anno e mezzo in maglia Virtus, il "Raggio" ha fatto parlare di sé nel bene e nel male, lasciando sprazzi di talento puro, sporadiche prestazioni mostruose al tiro, ma anche tanta discontinuità, svariati segnali di non ambientamento e una apparente svogliatezza mal digerita da molti. In Emilia ha trovato più minuti in campo, e un ruolo di leader che gli offre più opportunità di tiro, con conseguente guadagno in termini di punti realizzati.

Il timore è certamente quello di vederlo esprimersi al meglio proprio contro gli ex compagni, ora che la Virtus lo ha lasciato andare, gettando nuova benzina sul fuoco delle polemiche anche per gli inevitabili paragoni con chi lo ha sostituito nel roster di Gentile, quel Ruben Douglas che invece ha finora raccolto giudizi unanimi - ma non in positivo - tra gli appassionati locali. In attesa di guarire dal mal di trasferta che ultimamente la sta affliggendo, la Lottomatica dovrà lasciare da parte questi pensieri e dare un segnale forte: un segnale di compattezza, di ritrovata combattività; da qui a fine stagione regolare difficilmente saranno accettabili e rimediabili nuovi pesanti passi falsi. Una prestazione convincente tra le mura amiche infonderebbe nuova fiducia a tutto l'ambiente.

Il resto del programma di giornata è nettamente dominato dalla presenza del derby di Bologna, un derby che propone una situazione di classifica inedita, almeno da molti anni a questa parte: si gioca in casa Fortitudo, e i nervi dei biancoblu - penultimi - saranno di certo i più tesi. Per la Virtus, l'occasione di vincere una stracittadina e mettere i cugini con un piede in Legadue sembra ghiotta. La quarta forza del campionato, Teramo, ospita una Rieti ormai ridotta all'osso, mentre la lotta per agguantare i posti playoff propone Scavolini Pesaro-Benetton Treviso e Ngc Cantù-Premiata Montegranaro: per le due formazioni di casa, i 2 punti varrebbero oro e metterebbero una buona ipoteca sulla post season.

Con il Montepaschi che non disputerà il proprio match contro l'Air Avellino (le due squadre hanno concordato il rinvio della gara per i ravvicinati impegni europei di Siena), restano le sfide tra Caserta e Biella - una a caccia dei definitivi punti salvezza, l'altra col proposito di restare in scia all'ottavo posto - e quella tra Udine e Milano: per i friulani sarà l'ennesima "finale" per la sopravvivenza nella massima serie.

CORSA VERSO IL SECONDO POSTO

Da qui alla sera del 10 maggio, quando suonerà la sirena finale dell'ultimo turno di regular season, il principale motivo di interesse del campionato continuerà ad essere la lotta per la conquista della seconda piazza in classifica, alle spalle dell'inarrivabile Montepaschi, approdo fondamentale per gli almeno teorici vantaggi che potrà fornire nei successivi playoff ma non soltanto: al favore del fattore campo nella serie di semifinale, si è aggiunta quest'anno anche la caccia alla licenza triennale di Eurolega, contesa tra Virtus Roma e Virtus Bologna.

La terza formazione al momento all'inseguimento del secondo posto è la sorpresa della stagione, la Tercas Teramo di Poeta e Amoroso, per la prima volta nella sua storia propositiva a così alti livelli. Nonostante la sconfitta proprio del team abruzzese nell'ultima giornata disputata abbia accorciato la classifica, facendo avvicinare le di nuovo ambiziose Treviso e Milano, l'analisi di ciò che potrebbe accadere nelle ultime 7 giornate per quanto riguarda il conseguimento della piazza d'onore rimane ancora limitata a queste tre squadre.

Un esame complessivo dei rimanenti turni che porteranno alla definizione della griglia dei playoff, fa innanzitutto notare che la Virtus Bologna sarà l'unica delle tre a dover affrontare 4 trasferte, con 3 impegni in casa. I ragazzi di Boniciolli sono coloro che hanno apparentemente il calendario più impegnativo: il derby di domenica prossima contro una Fortitudo mossa dalla forza della disperazione sportiva sarà soltanto il primo passo, e le V nere sono l'unico team di vertice a cui rimane ancora l'ingrato compito di dover fronteggiare la capolista Siena. Una pietra fondamentale lungo il cammino la metterà però lo scontro diretto del sabato di Pasqua, l'11 aprile, tra Teramo e i bolognesi. Nel caldissimo campo abruzzese ha sudato sette camicie perfino il Montepaschi, ed è logico pensare che la formazione biancorossa giocherà gran parte delle proprie carte in questa irripetibile occasione, così come punterà al bottino pieno in tutte le restanti uscite casalinghe.

Il calendario sembra solo un minimo più favorevole per la Lottomatica, che però dovrà non sbagliare nessun colpo in casa - Milano e Cantù gli ultimi due ostici ostacoli tra le mura amiche - e raccogliere punti pesanti tonnellate in quelle che saranno 3 trasferte non proprio semplici, a Treviso, Montegranaro ed Avellino. Curioso notare come le prime due di queste formazioni - la Benetton e la Premiata - dovranno entrambe affrontare tutte e tre le aspiranti al secondo posto, diventando così inconsapevoli "arbitri" della contesa. Il match di penultimo turno, a Teramo, tra Tercas e Benetton e quello dell'ultima giornata nel quale i trevigiani faranno visita alla La Fortezza assegneranno punti decisivi, e se i verdi della Marca vi arriveranno con ancora ambizioni di inserimento tra le prime quattro, se ne vedranno delle belle.

L'impressione - che difficilmente crediamo verrà smentita nell'immediato futuro - è che si arriverà a giocare le gare del 10 maggio con tutti i piazzamenti importanti ancora da definire, e che all'ultima sirena della regular season potrebbe essere necessario districare diverse situazioni di parità in classifica. Proprio per questo i molti scontri diretti varranno ben più dei canonici 2 punti, rendendo lo spettacolo in campo ancora più entusiasmante e restituendo a questo campionato italiano un pathos e una tensione agonistica troppo spesso latitanti.

LA FORTEZZA-LOTTOMATICA 89-74

La sfida tra le due principali pretendenti al ruolo - più platonico e virtuale che concreto - di anti-Siena, ha messo di fronte le due Virtus del campionato; ma a Bologna se n'è vista più che altro una sola, quella padrona di casa alla Futurshow Station. La Virtus arrivata in Emilia dalla capitale ha infatti mostrato ancora una volta i principali difetti che stanno caratterizzando questa sua strana stagione, uscendo sconfitta 89-74, ma con un margine forse ancora più netto sul piano del gioco e del morale.

Dopo i primissimi minuti di gara quantomeno promettenti, è bastato poco alla Lottomatica per essere sopravanzata dai bianconeri, ben guidati da un coach Boniciolli abilissimo nel gestire le rotazioni dei suoi, ma allo stesso tempo altrettanto deciso nello stabilire le giuste gerarchie interne al suo roster; non si può dire che lo stesso sia riuscito anche sulla panchina romana. Da subito la Lottomatica si intestardisce troppo nei tiri dalla lunga distanza, ma le polveri dei suoi tiratori sono bagnate: il +12 con il quale le V nere vanno negli spogliatoi dopo i primi due quarti sembrano già segnare la rotta del match.

Nella ripresa, proprio quando tutto sembrava perduto, è Ibrahim Jaaber a cercare di dare una scossa ai suoi compagni in maglia giallorossa ed a riprendere per i capelli la partita: la raffica di punti messi a segno dall'americano-bulgaro riporta la Virtus fino al minimo svantaggio. Ma mai come in questo caso una sola rondine non può fare primavera. E il pur straordinario Ibby - coadiuvato dai soliti Gigli e Datome, non le persone giuste però dai quali pretendere miracoli - non può da solo reggere l'urto di una La Fortezza che anche nel momento del quasi aggancio si è dimostrata nettamente più squadra, più gruppo, ristabilendo le distanze nell'ultima frazione e non perdendo più le redini del match fino alla sirena finale, con punti e giocate importanti arrivate da tutti i giocatori chiamati in campo.

Se la cronaca si può ridurre così, all'essenziale, le riflessioni post-gara possono essere molteplici. Appurato che la Virtus Bologna è una sorta di nuova bestia nera per questa Lottomatica (3 sconfitte in 3 incontri stagionali parlano da sole), appare altrettanto desolatamente evidente che Roma si smarrisce quando arrivano le occasioni importanti, quelle in cui dimostrare che non si è solo una collezione di 12 tasselli ma una squadra vera, concentrata e determinata a meritare gli obiettivi prefissati. Questa Virtus non sembra purtroppo diversa da quella di Repesa e delle 5 sconfitte consecutive; enorme discontinuità di rendimento all'interno di una stessa partita, gioco e schemi spesso latitanti, gerarchie e ruoli in campo dai contorni indefiniti, troppi sguardi senza la necessaria "cattiveria" agonistica. Se la vera Lottomatica è questa, oppure quella vista altre volte che fa la forte con squadre oggettivamente più deboli, non si comprende.

Nasce però il sospetto che i veri problemi siano a monte, alla radice, quando si confronta questa Virtus con una squadra come la Virtus bolognese. C'è chi ha costruito il roster intorno all'apparentemente desueto e obsoleto asse play-pivot di una volta, affidando i due ruoli ad elementi come Boykins e Ford - mix di fantasia e forza fisica, garanzie di rendimento e di esperienza -, e chi ha tentato di fare altrettanto con i presunti colpi Jennings e Brezec, devastanti solo sotto il sole d'estate e poi diventati sempre più due irritanti pesci fuor d'acqua nel mare del campionato italiano. C'è chi la propria guardia tiratrice l'ha pescata senza clamori da Biella e chi la sua l'ha estromessa dalla rosa nel momento meno opportuno, sostituendola dopo oltre due mesi di "vacanza" con un elemento di pari valore soltanto nelle non credibili dichiarazioni di chi lo ha portato a Roma. Ora che il secondo posto è momentaneamente perso, è d'obbligo che tutti in casa Lottomatica ritrovino la giusta rotta: forse è tardi per correggere degli errori, non lo è per dimostrare volontà e unità d'intenti.

VERSO LA FORTEZZA-LOTTOMATICA

In un campionato nel quale la lotta per il primato non esiste e il predominio di una squadra su tutto il resto della compagnia non è mai in discussione, una sfida realmente di cartello, un vero big match tra due grandi che si contendono uno stesso ambizioso obiettivo, rischia di diventare merce rara. Per questo, l'attesa per la sfida tra La Fortezza Bologna e Lottomatica Roma - quasi uno spareggio per la piazza d'onore in classifica - acquista ulteriore linfa.

Domani sera alle 21, la Virtus Roma salirà a Casalecchio di Reno per difendere i risicati 2 punti di vantaggio sulla Virtus bianconera di Boniciolli. Considerando però la sconfitta interna nella gara di andata, con la formazione allora allenata da Jasmin Repesa che sciaguratamente buttò via - con una terribile gestione del match nel secondo tempo e con tanto di "suicidio" finale - un risultato positivo che sembrava già acquisito, l'unico modo che i giallorossi hanno per mantenersi al secondo posto è la vittoria.

Tra le due compagini, quella che arriva alla partita con più cerotti è sicuramente la Lottomatica: ancora non arruolabile Becirovic, disponibili ma più o meno acciaccati per cause varie altri elementi (Gigli, Jaaber, De la Fuente, Brezec). Dall'altro lato, chi si presenterà sul parquet al completo nel roster ma con più stanchezza nelle gambe sarà la formazione bolognese, impegnata per ben due volte in 4 giorni nell'insulso EuroChallenge. Vedremo se la speranza da parte romana di trovare Boykins e compagni più provati fisicamente a causa degli impegni europei avrà fondamento.

Se la gara di andata ha insegnato qualcosa, la chiave della partita per la Virtus Roma sarà principalmente il contenere proprio quell'Earl Boykins che fa dell'esperienza e dell'imprevedibilità le sue armi migliori, quel Boykins che lo scorso 30 novembre al Palaeur colpì senza pietà e fece crollare quasi da solo le flebili certezze dei capitolini. In questo senso il lavoro difensivo di Ibby Jaaber - giocatore ormai ben diverso da quello visto all'andata - sarà a dir poco fondamentale, e coach Gentile necessariamente dovrà chiedere qualcosa in più, su entrambi i lati del campo, anche da un Jennings ancora atteso a quegli alti livelli finora solo intravisti.

Un successo esterno della Lottomatica metterebbe 4 punti di distacco in classifica tra le due contendenti, margine non di sicurezza ma possibile ipoteca sull'obiettivo secondo posto; al contrario, una vittoria delle V nere rimetterebbe tutto in equilibrio, con 7 giornate da affrontare ed un calendario che a prima vista sembrerebbe poter favorire lievemente la Virtus Roma. In ogni caso - senza voler sminuire i meriti della Tercas Teramo, terzo incomodo nella corsa alla piazza d'onore ed artefice di una stagione da applausi - la storia tra queste due duellanti non terminerà di certo alla sirena finale di domani sera, ma probabilmente a quella dell'ultimo turno di stagione regolare.

I VOTI DELLA SETTIMANA

10 e lode, e se fosse possibile, anche di più: alla Solsonica Rieti. Non avevo previsto un ulteriore miracolo da parte della formazione laziale, dopo quello contro la Virtus Bologna, ma è stato piacevole sbagliare. Con 7 giocatori a disposizione, nuova vittoria, e stavolta in trasferta, in una piazza ostica per molti come Biella, al termine di un match sempre in vantaggio al termine di ogni parziale. Si avvicina a grandi passi la fine del mese, dopo il quale potrebbe davvero arrivare il crac, ma è arrivata l'ennesima dimostrazione di come questa piazza non meriti una nuova fine ingloriosa. A Papalia, Lardo e tutto lo staff reatino va il massimo incitamento possibile.

10: ad Andrea Bargnani. Reduce da una forte influenza che lo aveva perfino costretto ad abbandonare il campo dopo pochi minuti nella precedente partita, il nostro è il protagonista indiscusso della netta vittoria dei suoi Raptors contro gli Indiana Pacers. Ancora una volta - ormai nessuno le conta più - sopra i 20 punti segnati, stavolta sono 27, sfiorata la doppia doppia grazie a 9 rimbalzi, ottime percentuali al tiro, con due soli errori dal campo e 100% da 3 punti. La crescita ormai non più in discussione del Mago si nota anche in quelle voci statistiche che erano i suoi punti più deboli: non soltanto stanno crescendo i rimbalzi, sempre troppo pochi solo secondo i suoi detrattori, ma Andrea sale di colpi anche nel diminuire le palle perse e i falli commessi. Questa stagione è andata, Toronto non andrà ai playoff, la palla - per costruire una squadra più ambiziosa - passa ai dirigenti canadesi.

8: alla Eldo Caserta. Quanto accaduto circa un mese fa per colpa di un manipolo di presunti tifosi rischiava di destabilizzare lo spogliatoio e di smembrare una formazione comunque attrezzata a sufficienza per evitare la retrocessione; ma la vera passione dei veri appassionati campani ha avuto la meglio, e i bianconeri di Frates non potevano che giovarne nei risultati sul campo. La vittoria di ieri contro una diretta concorrente mette una pesante ipoteca sulla salvezza, che ad oggi sarebbe del tutto meritata.

4 e mezzo: alla Fortitudo Gmac Bologna. Quell'aquila imbattibile nel fortino del Paladozza, ed in grado di espugnare potenzialmente qualsiasi campo, è un ricordo lontano. Abbiamo finito il cuore, ci vediamo ai playoff, recitava uno striscione dei tifosi biancoblu due anni fa, all'inizio della crisi: gli ottimisti supporters della Fossa non solo non hanno visto i playoff quell'anno, ma neanche immaginavano di ritrovarsi nella situazione attuale, con la loro squadra a 2 punti dalla retrocessione in Legadue ad 8 giornate dal termine. In due anni, tra cambiamenti societari e troppe scelte alquanto fallimentari in campo e in panchina, quella che era una abituale partecipante alla finale scudetto sembra diventata una inguaribile nobile decaduta. E l'uscita dal tunnel ancora non si vede.

3: al Palazzetto di viale Tiziano. E' tutto sommato gradevole tornarci a giocare saltuariamente - come ieri e come accadrà tra due settimane - ma questo non deve riaccendere una vecchia diatriba tra gli appassionati romani. E' dal 1983 che il campo di gioco delle partite interne della Virtus Roma è il Palaeur: quando questo impianto non è stato a disposizione - negli anni del suo lungo restauro - allora era d'obbligo spostarsi altrove; così come lo stesso obbligo si ha in queste sporadiche occasioni. Ma niente di più. Perché è vero che il Palalottomatica è spesso troppo grande, dispersivo, poco adatto allo sport, e che a Roma servirebbe una alternativa, ma il vecchio palazzetto non è affatto questa alternativa. L'unica squadra che da 30 anni rappresenta la capitale in serie A non può avere un impianto buono al massimo per la B1 o per realtà di profonda provincia (anche a Biella ora ne hanno uno migliore), che non aggiunge uno spettatore in più ma storicamente ne allontana, scomodo e dai servizi inesistenti, dove diventa un'impresa anche trovare un angustissimo bagno funzionante. Se mai nel futuro - non tanto prossimo - si creerà una nuova valida opzione, sarà giusto considerarla. Fino ad allora, amen.

LOTTOMATICA-SCAVOLINI 98-76

Nella 7° giornata di ritorno della regular season, pomeriggio senza insidie per la Virtus Roma di Nando Gentile contro una Scavolini Spar Pesaro giunta nella capitale con alcune assenze e scarse motivazioni. Privi di Hurd e con Carlton Myers presente solo per fare numero, i biancorossi resistono davvero una manciata di minuti ad una Lottomatica agile, reattiva, finalmente - e speriamo definitivamente - con ritrovata voglia di giocare.

In un PalaTiziano dal colpo d'occhio sufficiente, Roma si presenta ancora senza Sani Becirovic (i suoi tempi di recupero restano un mistero), e già nella prima frazione di gioco sembra poter disporre a suo piacimento dell'avversario, almeno fino a quando un paio di decisioni arbitrali forse eccessive - tra falli tecnici ed antisportivi - consentono ai marchigiani di rientrare in partita, seppur con i soli Akindele e Hicks degni di nota.

Nel secondo quarto, per la Virtus torna out Brezec, colpito fortuitamente alla testa e precauzionalmente non più rientrato neanche per sedersi in panchina, ed è in questa fase che arriva il meritato allungo per la formazione di casa: ogni giocatore chiamato in campo fa finalmente la sua parte, fornendo un rendimento sopra la sufficienza - se non fosse per un Jennings troppo spesso impreciso e confusionario - ed il vantaggio di 13 punti con cui la Lottomatica va all'intervallo basta per far alzare con largo anticipo bandiera bianca ad una Scavolini - già cortissima nelle rotazioni - apparsa davvero ben poca cosa, debole in alcuni ruoli e caratterialmente inconsistente in trasferta.

Nella ripresa c'è tanto spazio per capitan Tonolli, autore di minuti di sostanza e di qualità, non soltanto in difesa, che nel prossimo futuro potrebbero anche far comodo, ma a salire in cattedra è tutta l'ossatura italiana della Virtus. Angelo Gigli e Gigi Datome: cuore e testa, grinta e precisione, carattere e anche spettacolo. Senza nulla togliere ad altri - al pienamente ritrovato Hutson, al solito immenso Jaaber, ad un più convincente e preciso Douglas - sono loro due che hanno dimostrato ancora una volta in questa stagione di essere la vera anima della squadra.

Dopo la agevole passerella dell'ultimo quarto, c'è spazio per alcune considerazioni. Roma ha chiuso il match con il 60% nel tiro da 3; evento forse più unico che raro, ma utile per acquisire fiducia: magari in occasioni più importanti basterà anche qualcosina in meno per fare risultato. A referto per la Virtus troviamo anche 19 assist, 4 stoppate, 6 schiacciate, un +5 nel saldo tra palle perse e recuperate: se questi ragazzi ritroveranno con continuità il piacere di giocare, di divertirsi, di esprimere un gioco più fluido e piacevole, tutto l'ambiente ne gioverà.

Un'ultima provocazione: è la seconda circostanza consecutiva - dopo quella di mercoledì contro il Partizan - in cui la Lottomatica sembra esprimersi meglio senza avere in campo il suo asse sloveno sulla carta devastante, la strana coppia B&B (Becirovic & Brezec). Non vuole essere una bocciatura per nessuno, ma solo una curiosa serie di eventi. L'asso prelevato dal Panathinaikos, lo sappiamo, è decisivo e fa la differenza, quando sta bene. Da tempo Sani non sta bene, e infatti già prima di questo forzato stop non solo non faceva la differenza, ma anzi risultava spesso deleterio. Su Brezec è già stato detto tanto da troppi. Ritrovare il vero Becirovic - quello stratosferico dello scorso novembre - è la condizione necessaria per dare la giusta svolta al finale di stagione virtussino, in modo tale che la sua presenza sia non più dannosa ma di nuovo imprescindibile per tutti.

A VOLTE RITORNANO....

Nella vita di un tifoso si possono verificare e vivere situazioni a loro modo irripetibili, circostanze ed eventi che, nel bene come nel male, lasciano dei ricordi unici nel loro genere. Ma così come possono esserci forti emozioni positive - una vittoria importante, la conquista di un trofeo - anche quelle negative lasciano lo stesso segno, con però in più l'intima speranza di non doverle rivivere una seconda volta...

Per i tifosi della Virtus Roma, però, almeno oggi non è questo il caso. Molti appassionati ricorderanno la data del 19 febbraio 2004: Eurolega, ultima giornata del girone di prima fase, la Lottomatica ampiamente in coda alla classifica e già da tempo eliminata, alle prese con un inutile match casalingo contro il Pau Orthez. Ed un sito internet specializzato ben noto agli appassionati romani che, per sdrammatizzare, lanciò l'idea di censire tutti i logicamente pochi presenti al Palaeur, in modo da lasciare ad imperitura memoria i nomi di quelle 6 o 7 centinaia di "eroi".

Tutti pensavamo che una situazione del genere non si sarebbe dovuta affrontare di nuovo. Ma quell'ottimismo ha dovuto, a distanza di 5 anni e poco più, fare i conti con la realtà: questa sera, la Virtus desolatamente a quota zero nelle Top 16 se la vedrà contro il Partizan Belgrado già qualificato ai quarti, e prevedere al palazzo un clima altrettanto surreale è a dir poco scontato. Aggiungiamoci - danno e beffa - una serata nella quale l'attenzione degli sportivi sarà decisamente concentrata su altri contemporanei eventi, e la frittata è completa.

Impossibile parlare seriamente dei possibili contenuti di una tale partita... Tra i ragazzi di Gentile forse avrà molto spazio chi ha finora visto di meno il campo, si potranno forse testare idee offensive e difensive che in altre circostanze - con 2 veri punti in palio - sarebbero impraticabili, per i prevedibili pochi coraggiosi sugli spalti sarà una occasione di maggiore socializzazione, chissà.

Rimane, ferma ed indiscussa, l'amarezza. L'amarezza per ciò che poteva essere ma non è, per una seconda fase di Eurolega mai iniziata davvero, l'amarezza che proveranno coloro che vestono questa maglia nel trovarsi dentro ad un contesto ben poco stimolante, e quella portata dentro di sé da quei tifosi romani che, quella sera del febbraio 2004, in cuor loro erano sicuri che ciò non sarebbe più accaduto. Da domani mattina, tutto l'ambiente Virtus Roma deve ripartire con questa stessa convinzione; 5 anni fa non è stato così, stavolta deve esserlo.

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