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CASO FORTITUDO: FINALMENTE L'EPILOGO

Anche la Corte Federale si pronuncia a sfavore della Gmac, che ora getta la spugna. Stilato il nuovo calendario dei playoff

Niente da fare per la Fortitudo Bologna: anche il secondo ricorso presentato dopo il contestato match dello scorso 10 maggio contro Teramo, dal quale la formazione allenata da Cesare Pancotto era uscita sconfitta 73-72, non ha sortito gli effetti sperati. La Corte Federale ha così confermato quanto emerso sul campo nella trentesima ed ultima giornata di regular season: gli abruzzesi della Banca Tercas mantengono ben saldo il loro storico terzo posto, mentre all'ormai ex grande del nostro basket non resta che rassegnarsi alla retrocessione in Legadue.

Se da un lato va preso atto del buon senso mostrato stavolta dalla società bolognese - contrariamente a quanto accaduto dopo il primo ricorso - nell'accettare con dignità la sentenza, anche e soprattutto per non continuare ad ostacolare il prosieguo della stagione, il rovescio della medaglia resta comunque molto amaro. Difficile, per gli addetti ai lavori come per i semplici appassionati, non provare amarezza di fronte ad un verdetto definitivo non arrivato sul parquet ma dentro un ufficio, di fronte ai destini futuri di una squadra decisi a colpi di reclami.

Così come è triste constatare la ripetuta inefficacia di quegli ausili elettronici che sulla carta avrebbero dovuto semplificare il lavoro degli arbitri sui campi. L'oggetto dell'intero contendere, dell'ira funesta fortitudina, il fantomatico precision time, non solo non ha risolto alcun problema ma ha incrementato il numero delle situazioni incerte, dei casi non risolti, ha alimentato il circolo vizioso del dubbio e del sospetto.

Ciò che resta è il non ritrovare più nella massima serie, almeno per ora, dei colori che ne sono stati protagonisti indiscussi per 16 anni ininterrotti. Mentre la Lega Basket ha già provveduto a compilare il nuovo calendario completo dei playoff, che partiranno con 4 giorni di ritardo lunedì 18 maggio, la Fortitudo retrocede ufficialmente. E' retrocessa principalmente per le sue colpe; se poi questo significa che il prossimo autunno i biancoblù saranno davvero al via del campionato di Legadue, visti ben noti problemi che affliggono qualche team di Serie A, è un'altra storia ancora da scrivere...

LA FORTITUDO CI BLOCCA TUTTI

Il nuovo ricorso presentato dai bolognesi, retrocessi domenica sul campo, costringe la Lega Basket al rinvio dei playoff. Con quali conseguenze?

Quando una stagione nasce male, tra polemiche, esclusioni, ricorsi, sentenze e amennicoli vari che si pensavano di esclusiva proprietà di altri sport più popolari nel nostro paese, è quasi ovvio che sia poi destinata a non finire meglio. A chiudere il triste cerchio iniziato oltre 7 mesi fa con le repentine estromissioni dalla Serie A di Napoli e Capo d'Orlando ci ha pensato il match di ultimo turno di regular season tra Banca Tercas Teramo e Gmac Bologna, non conclusosi alla sirena finale con i verdetti decisi dal campo: terzo posto per gli abruzzesi, retrocessione per i biancoblù felsinei.

Troppi i punti oscuri contestati dalla Fortitudo: troppo duri da digerire due canestri non convalidati allo scadere di terzo ed ultimo quarto, decisivi ai fini della sopravvivenza dell'Aquila nella massima serie. E se il primo ricorso alla Giudicante della Federazione Italiana Pallacanestro non ha trovato l'accoglienza e l'accondiscendenza che ci si augurava in casa bolognese, ecco pronto il colpo di coda, la mossa che paralizza il basket italiano. Nuovo reclamo, stavolta alla Corte Federale. E le istituzioni cestistiche con le spalle al muro, costrette quindi a fermare tutto in attesa di un'ennesima sentenza.

I playoff in via di imminente inizio subiscono un rinvio ancora non quantificabile. Perché in caso di accettazione del ricorso, la ripetizione della gara e l'eventuale vittoria di Mancinelli e compagni sovvertirebbe non solo le sorti del team bolognese - evitandogli il ritorno in Legadue dopo 16 anni - ma anche quelle di Teramo, modificando in maniera non proprio marginale la griglia della post season. In quel caso la dilatazione dei tempi di disputa della fase ad eliminazione diretta, storico cuore pulsante di uno sport come questo, diventerebbe inimmaginabile. A discapito di tutti: della preparazione di ognuna delle altre squadre che hanno sudato senza lamentarsi per 7 mesi rincorrendo i playoff, degli spettatori paganti disorientati davanti all'incertezza su quando potranno vedere dal vivo i loro beniamini contendersi uno scudetto, della credibilità di un movimento che fa fatica a reggersi anche in condizioni normali.

Per questo Zoran Savic, GM dei biancoblù, dovrebbe quantomeno cercare di rendersi conto del contenuto delle proprie dichiarazioni, quando parla di una Fortitudo "retrocessa per colpa degli arbitri". Dovrebbe quantomeno spiegare ai suoi stessi tifosi il perché di una squadra costruita senza capo né coda, presentatasi ad inizio stagione come una collezione di figurine mal attaccate su un album di carta straccia e corretta a campionato in corso senza maggiore raziocinio, priva di un gruppo, di un gioco, di un'identità. E i risultati non possono piovere dal cielo. Il campo dice che la Gmac Bologna è retrocessa, per quanto visto nell'arco di 30 partite, meritatamente: si poteva salvare almeno la faccia, Savic non c'è riuscito. Così come già da alcuni anni sembra non riuscire più a cavare un ragno dal buco all'interno delle squadre di cui è dirigente. Per le colpe interne di pochi, non può pagare l'intera pallacanestro italiana, già a secco di successi a tutti i livelli - club, nazionale, immagine - da troppo tempo.

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