
Con ampio anticipo rispetto all'inizio della competizione, che partirà il prossimo 29 settembre con la novità dei turni preliminari, è stato effettuato questa mattina a
Barcellona il sorteggio dei
gironi di Eurolega per la stagione
2009/2010.
Quattro le squadre italiane impegnate anche quest'anno nel massimo torneo cestistico continentale: la Benetton Treviso partirà proprio dalla fase preliminare - nella quale 8 formazioni si contenderanno ad eliminazione diretta 2 soli posti per la regular season - mentre Siena, Milano e Roma sono ammesse di diritto alla fase a gruppi. Vediamo nel dettaglio l'intero sorteggio.
Primo turno preliminare: 1. Orleans-Spirou Charleroi; 2. Benetton Treviso-Ventspils; 3. Alba Berlino-Le Mans; 4. Maroussi Atene-Aris Salonicco.
Secondo turno preliminare: vincente 1-vincente 2 (qualificata 1); vincente 3-vincente 4 (qualificata 2).
Girone A: Barcellona, Montepaschi Siena, Cibona Zagabria, Fenerbahce Ulker, Zalgiris Kaunas, Asvel Villeurbanne.
Girone B: Olympiacos, Partizan Belgrado, Unicaja Malaga, Efes Pilsen Istanbul, Lietuvos Rytas, qualificata 1.
Girone C: Cska Mosca, Tau Vitoria, Maccabi Tel Aviv, Virtus Roma, Olimpia Lubiana, qualificata 2.
Girone D: Panathinaikos, Real Madrid, Armani Jeans Milano, Prokom Sopot, Khimki Mosca, Oldenburg.
Si accende il mercato cestistico in vista della prossima stagione. Il primo grande colpo è di Siena: arriva ZisisMentre l'estate del basket italiano si preannuncia ancora molto lunga e rovente sul fronte diplomatico e burocratico, tra minacce di
blocco del campionato e nuove forti problematiche relative alle iscrizioni dei team, si muove finalmente anche il lato più squisitamente agonistico, con molte delle grandi della nostra pallacanestro al lavoro sul
mercato.
Ad aprire le danze ci aveva già pensato la
Benetton Treviso, prima con l'arrivo dallo Zalgiris del promettente lituano Mantas
Kalnietis - non ancora 23enne play/guardia di 195 cm - poi con gli ingaggi di Daniel
Hackett, riportato in Italia dopo la pluriennale esperienza NCAA e la sua mancata chiamata al recente Draft NBA, e di Jasmin
Hukic - solida ala di 2 metri e 04, 30 anni - proveniente dall'Ol

impia Lubiana. I movimenti in uscita della formazione veneta hanno però visto il saluto di
Matteo Soragna ai colori biancoverdi: per la 33enne ex colonna della nostra Nazionale, dopo 5 stagioni a Treviso (di cui 4 da capitano) c'è il clamoroso ritorno a
Biella, la squadra che lo lanciò ad alti livelli nel 2001 con la storica promozione in Serie A dei piemontesi.
Il ritorno di una sua vecchia bandiera può parzialmente consolare l'Angelico del confermatissimo coach Luca Bechi, dopo la perdita di uno degli elementi chiave della sua straordinaria stagione appena conclusa: il centro USA Greg
Brunner, trasferitosi alla Premiata
Montegranaro con un contratto biennale.
Novità interessanti arrivano anche da altre grandi piazze quali Milano e Bologna. L'
Armani Jeans si rinforza sotto canestro grazie all'acquisto di Marijonas
Petravicius, esperto centro lituano - 2.08, classe 1979 - fresco vincitore dell'Eurocup con la maglia del Lietuvos Rytas; la
Virtus risponde invece mettendo a segno il colpo nel ruolo chiave del playmaker, portando in bianconero
Andre Collins. Per il folletto di 183 cm il viaggio da un capo all'altro d

ell'Emilia, dopo le 3 stagioni di successi a Ferrara, è stato breve, ma l'auspicio delle V nere è che la sua permanenza felsinea sia ben più lunga e fruttuosa.
Il vero primo grande exploit di mercato, per quanto riguarda le formazioni nostrane, non poteva però essere che dei tri-campioni d'Italia del
Montepaschi Siena. Con l'ingaggio del play
Nikos Zisis arriva infatti in biancoverde - e torna in Italia dopo l'esperienza 2005-2007 alla Benetton - uno dei pezzi da novanta dell'intera scena europea: 26 anni da compiere ad agosto, 1 metro e 97 di sapienza cestistica, dopo 2 annate al Cska di Ettore Messina il greco ha firmato con la società toscana un contratto annuale con opzione per la seconda stagione. Per Siena, l'arrivo di Zisis sembra chiudere necessariamente le porte al rinnovo del contratto di Rimas
Kaukenas: il lituano sarà sacrificato e lasciato quindi libero di trovarsi una nuova sistemazione. Che, a meno di grosse sorprese, sarà il
Real Madrid.
Fatica ad entrare definitivamente nel vivo il
mercato cestistico italiano verso la stagione 2009/2010. I movimenti più eclatanti continuano a riguardare gli
allenatori, con la notizia principale che arriva da Bologna, sponda Virtus. L'incertezza sul futuro societario delle
V nere non ferma il presidente Sabatini, ormai pronto (o rassegnato?) a restare al

timone del team felsineo ed attivo in vista del prossimo futuro, nonostante le sbandierate ristrettezze economiche. Il primo tassello per i bianconeri è il nuovo coach:
Lino Lardo.
Il 50enne ex Rieti, artefice del miracolo-salvezza dei laziali e fortemente voluto dal patron bolognese, arriva sotto le due torri sottoscrivendo un contratto biennale. Proprio la formazione reatina resta al momento l'unica in tutta la Serie A ancora sprovvista di guida tecnica, poiché - quasi in contemporanea con la Virtus - anche la Premiata Montegranaro ha occupato la propria panchina, ingaggiando Fabrizio Frates. Dopo le fortunate stagioni casertane, l'ex viceallenatore della nostra nazionale ha firmato per due anni con i gialloblu marchigiani.
Lentamente iniziano però a muoversi anche i giocatori che calcheranno i nostri parquet nella stagione a venire. Il primo vero colpo è della
Benetton, che esulta per la non-scelta di
Daniel Hackett al Draft NBA: la mancata chiamata dei professionisti riporta quindi in Italia il
play pesarese, 21 anni, che vestirà la maglia di Treviso per i prossimi 3 anni. Il ruolo chiave del playmaker sarà croce e delizia del mercato di molte formazioni, e chi si è cautelato in tal senso è
Cantù: da Rieti è arrivato infatti
Jerry Green, 190 cm di altezza, 29enne regista autore di una ottima stagione con i colori rossoazzurri (33.1 minuti e 11.3 punti di media in maglia Solsonica).
Tutto l'ambiente se

mbra restare in attesa di mosse a sensazione che, per ora, non arrivano. Le voci e le trattative
virtuali sembrano molteplici, ma il sospetto è che per accendere questa campagna acquisti nella quale i soldi da spendere sono pochi serva soprattutto un nome: quello di
Stefano Mancinelli. L'azzurro non sembra (giustamente) propenso ad accettare la Legadue con la sua Fortitudo, e intorno a lui il duello di mercato è circoscritto tra
Siena e
Milano. Si rinnova così anche
a tavolino l'ultima sfida scudetto, con i biancorossi di coach Bucchi che sembrano però in vantaggio, anche nelle preferenze del giocatore.
Gara 4 è totalmente senza storia, Siena stravince 82-47 e conquista il suo terzo scudetto consecutivoE' finita proprio come doveva finire, come tutti si aspettavano che finisse già dall'inizio di questo campionato mai in discussione. Nella quarta e ultima uscita della serie finale non c'è partita, e il roboante +35 con il quale il
Montepaschi si impone consente a Pianigiani e ai suoi giocatori di completare im

battuti il cammino in questi playoff. Per la società del presidente Minucci è il
terzo scudetto consecutivo, il
quarto in assoluto dopo il primo storico titolo conquistato nel 2004.
Difficile trovare spunti tecnici e tattici in un match mai realmente iniziato, escludendo il
6-3 con il quale Milano dopo 2 minuti ha tentato di illudere che potesse esserci ancora una partita vera. Troppo scarica l'AJ, arrivata con la spia della riserva accesa e la bandiera bianca alzata dopo l'equilibrio visto sul parquet del Forum 48 ore prima. La
valanga di canestri senesi - con Domercant e Sato in grande spolvero al tiro pesante - seppellisce gli avversari sotto un terrificante
32-9 al termine del primo quarto, facendo poi ondeggiare il vantaggio sempre intorno ai
30 punti di margine.
Per questo strepitoso gruppo che la dirigenza e lo staff tecnico della Mens Sana hanno saputo costruire negli ultimi anni, la serata diventa così una
lunga passerella in attesa della sirena conclusiva, dopo la quale - sul terrificante
47-82 finale - c'è posto solo per la nuova festa biancoverde. Arduo anche trovare un migliore in campo: per una Milano in bambola, arenata al 17% al tiro da 3, l'unico in doppia cifra è Hawkins - 13 punti ma solo 3 di valutazione - mentre nel Montepaschi c'è gloria per tutti, con
Lavrinovic sugli scudi (15 punti) contornato dai soliti Sato,
McIntyre e Kaukenas.

Si conclude così, dopo poco più di 8 mesi, il campionato forse più scontato che l'Italia cestistica ricordi. Giù il cappello davanti a questa
Siena da record, esempio di organizzazione in campo e fuori, macchina perfetta sul parquet, i cui tanti punti di forza - tra cui la concentrazione dal primo all'ultimo secondo di gara e un gioco senza debolezze che consente di sfruttare al meglio le potenzialità di ognuno dei singoli - la rendono una delle squadre
più forti e complete mai viste sui nostri campi in 90 anni di storia.
Per il prossimo futuro, come ogni anno, si cercano
avversari. Ma l'impressione è che l'unico vero rivale che potrà avere il Montepaschi....sarà il Montepaschi stesso, alla ricerca di nuove sfide e magari di quel successo al massimo livello continentale che ancora manca.
Milano sciupa la più grande delle occasioni: anche in gara 3 la spunta il Montepaschi, seppur al fotofinish. Martedì il primo match-ball scudetto per i senesiQuando dopo due partite senza storia tutti i giochi sembrano ormai fatti, quando anche lo scommettitore più audace non può che arrendersi davanti all'evidenza di un risultato ormai scontato, per cambiare - almeno parzialmente - gli eventi serve un'impresa. L'
AJ Milano ha provato a concretizzarla, questa impresa, presentandosi al Forum di Assago trasformata rispetto alla squadra abulica e quasi rassegnata vista a Siena; ma non sempre i miracoli riescono, e sulla linea del traguardo è ancora il
Montepaschi ad alzare le braccia, vincendo
73-72 e portandosi sul
3-0 nella serie finale.

Pur priva del proprio centro titolare Taylor, l'Armani Jeans dà subito l'impressione di voler fare sul serio: il primo quarto di gioco procede con entrambe le formazioni appaiate, pronte a rispondersi colpo su colpo, prima che
6 punti consecutivi di uno scatenato
Morris Finley portino i campioni d'Italia sul 20-26. Nella seconda frazione la reazione dei biancorossi è però veemente, forse come non mai in questa stagione, e la coppia
Hawkins-Hall in grande spolvero trascina Milano fino ad un clamoroso +9. Il
45-39 con cui si va negli spogliatoi fa sognare gli oltre diecimila tifosi di casa.
Anche nella ripresa gli uomini di Bucchi tengono di forza il vantaggio nel punteggio, ma il ritorno senese arriva al momento giusto: tra il 27° e il 30° minuto l'Armani non segna più, ed è ancora Finley - con un parziale tutto suo di
7-0 - a riportare il Montepaschi avanti di un'incollatura. Gli ultimi 10 minuti diventano così ad altissima tensione, sul filo di un inconsueto
equilibrio. Ad un minuto dalla conclusione, la bomba da 3 di un chirurgico Stonerook riporta gli ospiti avanti di un punto, i liberi d

i Lavrinovic danno al Montepaschi il +3, e il finale è il più inatteso possibile, soprattutto per il pubblico milanese: con 3 secondi sul tabellone, David
Hawkins segna entrambi i propri liberi, non lasciando più tempo se non per far suonare la sirena sul
72-73 che lancia i toscani verso il tricolore.
Tricolore per il quale Pianigiani dovrà ringraziare il suo play di riserva, Morris Finley: i suoi
18 punti, molti dei quali arrivati nei momenti cruciali della gara, hanno salvato la serata di una Siena che ha avuto meno del solito da McIntyre, Sato e Domercant. A Milano non è bastato il miglior Hawkins di questa finale (23 punti), un
Mike Hall da sontuosa doppia doppia (15+14 rimbalzi) e un nuovo protagonista trovato in Joey Beard, autore di 12 punti ma ancora più utile in difesa. Per Bucchi continua a latitare il contributo degli altri esterni, specialmente quelli italiani: con
Mordente e Vitali fermi ieri a quota zero, ma assenti ingiustificati dall'inizio della serie, giocare ogni volta alla pari contro la corazzata in biancoverde diventa un'utopia.
All'Armani Jeans resta in bocca il sapore dell'
occasione persa; se sarà irripetibile lo sapremo già martedì sera, quando si tornerà al Forum per
gara 4 e i campioni in carica avranno il primo match ball per chiudere il conto-scudetto.
Il Montepaschi non regala niente neanche in gara 2 ad una Armani Jeans comunque più reattiva. 79-66 il risultato finale
Niente di nuovo sul fronte-scudetto: questo un possibile titolo per il film dell'atto conclusivo della stagione cestistica italiana, che anche dopo gara 2 della serie finale tra Siena e Milano non riserva colpi di scena, sorpres
e improbabili che ormai nessuno neanche aspetta più. Rispetto all'uscita di 48 ore prima, sul parquet toscano scende in campo una Armani Jeans un minimo più combattiva e meno disposta a fare la vittima sacrificale, ma non basta contro un Montepaschi sempre in controllo del match e sempre avanti nel punteggio.
Dopo il 5-0 iniziale, nelle quali le polveri biancoverdi sembrano ancora piuttosto bagnate, l'AJ si sveglia e sembra esserci partita per quasi tutta la prima frazione, conclusa però con una di quelle micidiali accelerazioni senesi alle quali nessuno in Italia ha mai trovato contromisura: il parziale dei padroni di casa continua nel secondo quarto, Milano segna a fatica e si affida ad una quasi disperata difesa a zona, che riesce almeno nell'intento di limitare i danni. Si va a riposo sul 44-30, e nella ripresa il canovaccio della gara non cambia.
Gli uomini di Bucchi tengono botta, non cedono ma non riescono mai ad avvicinarsi realmente, a scendere sotto la doppia cifra di svantaggio, così al Montepaschi basta lo stretto necessario per tenere le redini del match senza patemi, chiudendo i conti nell'ultimo quarto, quando sale in cattedra a suon di assist Terrell McIntyre: i biancoverdi volano a +20, lasciando a
Milano gli ultimi minuti per rendere il passivo finale meno pesante. 79-66, 2-0 nella serie, e per i campioni d'Italia in carica il risultato sembra ottenuto quasi col minimo sforzo.
Basta scrutare il tabellino per rendersi conto dello strapotere di questa Siena: coach Pianigiani può concedersi il lusso - in una serie nella quale si gioca ogni 2 giorni - di una rotazione reale a 7 elementi, nella quale anche chi vede il campo per pochi minuti dà un contributo di estrema efficacia. Sugli scudi il già citato McIntyre - 9 assist e 30 di valutazione - insieme ai soliti noti Kaukenas e Sato (16 e 11 punti). Nelle file milanesi, positive le prestazioni di tutto il reparto lunghi (36 rimbalzi di squadra, Katelynas 14 punti), compensate però dalla brutta serata e dall'estrema imprecisione al tiro degli esterni, compreso quell'Hawkins che continua a non riuscire ad incidere. Col 39% al tiro da 2, questa AJ non può di certo coltivare sogni di gloria.
Grazie alla difesa e alla maggiore profondità del suo roster, Siena domina gara 1 di finale. Kaukenas e Sato trascinano i toscani, vittoriosi 80-57. Circa 16 minuti effettivi. Tanto è durata l'illusione di assistere, in occasione della prima uscita di finale scudetto tra Siena e Milano, ad una gara e ad una serie quantomeno equilibrate ed avvincenti. Tanto è durata la resistenza di una Armani Jeans decente per tutta la
prima frazione di gioco, conclusa con una sola lunghezza di svantaggio, ma poi sempre più scioltasi come neve al sole davanti al solito, impietoso Montepaschi.
Dopo una fase di studio dell'avversario durata per l'appunto un quarto e mezzo, ai campioni d'Italia è bastato aumentare leggermente il numero dei colpi, premere quanto basta sull'acceleratore per scavare con un parziale di 12-0 il solco nel punteggio risultato poi decisivo. L'attacco milanese - fino a quel punto rettosi principalmente sui tentativi da 3 punti, vista anche la scarsissima vena dei suoi lunghi, Taylor su tutti - si inceppa senza speranza, la difesa ordinata da Pianigiani raddoppia e blocca inesorabilmente David Hawkins, e in maglia biancoverde salgono in cattedra Kaukenas e Sato (17 e 15 i rispettivi punti a fine gara).
Il +11 dell'intervallo lungo non può che dilatarsi ulteriormente nella ripresa, fino a vedere Siena sfiorare i 30 punti di margine, prima di un ultimo quarto di purissimo garbage time e di semplice accademia, nel quale il Montepaschi non molla mai la presa, come sua abitudine, fino alla sirena finale. L'80-57 conclusivo risulta addirittura bugiardo rispetto a ciò che si è visto sul parquet, data la scarsa convinzione nelle proprie possibilità e la poca grinta messa in campo dalla formazione ospite. La valutazione totale di squadra recita 119-38 in favore dei biancoverdi, e per questa Milano arenata sotto quota 60 urgono provvedimenti seri in vista delle prossime uscite, quantomeno
per evitare un "cappotto" imbarazzante.
Per il coach della AJ, Bucchi, il tentativo di attuare la stessa filosofia del suo dirimpettaio Pianigiani per quanto riguarda le rotazioni dei giocatori non sembra da riproporre: nel momento in cui da una parte escono dalla panchina elementi come Lavrinovic e Kaukenas, e dall'altra invece vanno concessi molti minuti ai pur onesti ma oggettivamente limitati Katelynas e Sangarè, la frittata è inevitabile. Così come risulta al momento difficile pensare di poter arginare una corazzata come quella senese, i cui veri punti di forza sono la solidità mentale e una concentrazione incessante lungo tutti i 40 minuti.
Domani sera si rigioca, sempre al PalaMensSana: gli spunti che proporrà gara 2 saranno probabilmente sufficienti per stabilire se questa serie appena iniziata sarà già - almeno virtualmente - finita.
Stasera a Siena al via la serie che assegnerà lo scudetto 2009. Montepaschi favoritissimo, ma Milano vuole provarci.
Volge al termine la corsa - iniziata lo scorso 12 ottobre - dell'87° campionato italiano di basket. Questa sera alle ore 20 al PalaMensSana di Siena andrà in scena
gara 1 della
fi-
nale playoff tra i padroni di casa, campioni d'Italia in carica, del
Montepaschi e l'
Armani Jeans Milano, con tutti i favori del pronostico che pendono nettamente verso la parte biancoverde.
Gli uomini di coach
Pianigiani - in cerca del terzo titolo tricolore consecutivo - arrivano infatti all'appuntamento con un bilancio stagionale a dir poco pazzesco: considerando tutte le competizioni nazionali (dalla Supercoppa di fine settembre alla Coppa Italia, dalla regular season ai playoff), in
40 incontri disputati Siena ha raccolto
una sola sconfitta. Può sembrare francamente improbabile che le motivazioni di una corazzata costruita per vincere sempre, anche quando i 2 punti sembrano superflui, possano venir meno proprio sul più bello, ora che si è in vista della linea del traguardo.
Quali allora le possibilità per questa Armani, autrice di un anno altalenante ma arrivata a dare il meglio proprio in questa post season? Quali le armi che il coach biancorosso
Bucchi può tentare di estrarre per sconfiggere un avversario oggettivamente superiore? Facile rispondere con il nome di
David Hawkins. Le sorti del
Falco - alla sua seconda finale scudetto dopo quella della scorsa stagione

con Roma - restano però a tutt'oggi da decidere, per colpa di un
infortunio al ginocchio sinistro, rimediato in allenamento, che terrà il campione USA in dubbio fino all'ultimo momento.
Ma in casa milanese tutti dovranno dare il 110%, se si vorrà anche solo impensierire
McIntyre e compagni. Specialmente su una distanza così lunga qual è quella di questa serie, al meglio delle
7 partite. La speranza dei tifosi AJ presumiamo sia quella di strappare almeno un successo, magari tra le mura amiche, all'armata-Montepaschi; quella di tutti noi appassionati è il non assistere a degli incontri a senso unico, e che questo nostro campionato dalle scarne emozioni regali in conclusione uno spettacolo all'altezza della sua fama.
L'Angelico pareggia i conti in una serie lontana dalla sua conclusione. Mentre Hawkins lancia Milano verso le semifinali
1-1, palla al centro. Questo desueto slogan può tornare utile per riassumere le immagini emerse al termine di gara 2 tra Biella e Virtus Roma: l'
Angelico di Luca Bechi a festeggiare la
vittoria per 82-77, e gli uomini di Gentile di nuovo caricati sulle spalle del peso di una serie che torna di colpo in salita. Il c

oach di Tuoro aveva visto giusto alla vigilia, pronosticando un avversario ben diverso rispetto a quello dominato anche mentalmente dalla Lottomatica in gara 1, ma è stato il suo auspicio di rivedere in Piemonte la stessa Virtus grintosa ed efficace di 48 ore prima a non trovare pieno riscontro.
Gli occhi della tigre i capitolini hanno tentato di mostrarli nel corso dei primi
20 minuti, nei quali Roma ha spesso tenuto il muso avanti nel punteggio, seppur senza riuscire mai nello strappo deciso ed imperioso. La scossa per i padroni di casa l'ha data l'ingresso sul parquet di
Pietro Aradori, il protagonista che non ti aspetti in un roster costruito con altre gerarchie: il ragazzo visto col contagocce l'anno scorso in giallorosso decide di farsi rimpiangere, ed a cavallo tra il secondo - concluso sulla parità a quota 36 - e il terzo quarto sfodera un vasto repertorio di azioni e canestri, fatto di entrate come di conclusioni da lontano, a cui la difesa virtussina sembra non riuscire a venire a capo.
Quando a prendere il comando nel punteggio sono poi i rossoblù, le sorti della gara sembrano segnate. Gli attacchi della
Lottomatica sono incostanti, le palle perse più deleterie arrivano quando il loro peso specifico è massimo, gli americani di Roma non la metterebbero neanche in un canestro largo q

uanto una vasca da bagno, gli unici a crederci sembrano
Gigli e Datome, così nel finale per i piemontesi non c'è che da controllare il sufficiente margine di vantaggio. Aradori chiude doppiamente a quota 21 - per punti e valutazione - ben supportato da un Luca Garri molto efficace e dalla coppia USA Smith-Gist (12 punti a testa). Per la Virtus, da salvare un Sani Becirovic a lungo ottimo ma arrivato purtroppo un po' stanco alle battute finali, e il duo tricolore Gigli-
Datome che lungo tutta la stagione ha di rado fatto mancare il proprio apporto in termini di cuore, testa e attributi.
Non c'è tempo per interrogarsi sulla nuova prova totalmente inconcludente di Douglas, sulla cattiva serata incontrata da Jaaber - in doppia cifra ma troppo impreciso al tiro - e da un
Andre Hutson incredibilmente fermo a quota
zero. Venerdì sera si riparte, con una priorità assoluta: sparigliare la serie e tornare a vincere convincendo, davanti al pubblico romano e agli occhi di tutte le avversarie che aspettano di capire qual è la vera Lottomatica, di capire una volta per sempre quanto questa Virtus può far paura. Solo così si potrà tornare a Biella per l'inevitabile gara 4 con lo spirito giusto, per non fallire più l'opportunità di chiudere i conti.
Nell'altra gara in programma ieri sera, l'
AJ Milano è riuscita a spuntarla all'ultimo respiro -
83-82 - contro una Tercas Teramo arrivata al PalaLido con tutte le intenzioni di pareggiare la serie. Gli abruzzesi, sospinti dalla coppia Poeta-Carroll, hanno condotto il match per larghi tratti, sin dall'8-0 iniziale ed arrivando nel corso del secondo quarto ad un
massimo vantaggio di 18 punti. Nella ripresa l'Olimpia si rifà sotto, grazie ai suoi USA Hawkins ed Hall, e si procede sul filo dell'equilibrio e dei nervi fino alla sirena, quando il ferro respinge il tiro della vittoria ospite - scoccato da Brandon Brown - e lancia gli uomini di Bucchi sul
2-0. 24 i punti finali per la guardia ex-Roma David Hawkins; nelle file teramane, non bastano 5 elementi in doppia cifra (Carroll 17).
Milano mette a segno il primo exploit esterno dei playoff. Decisivi Hall e Vitali. Già pronosticata da molti come la serie potenzialmente più lunga e più ricca di sorprese tra quelle dei quarti di finale, la seconda sfida della parte bassa del tabellone propone il
co
lpaccio esterno, la mossa che fa scombinare le carte del fattore campo a favore, subito in gara 1. La squadra corsara è l'
Armani Jeans Milano, vittoriosa a Teramo, sul rovente campo della Tercas, per 75-85.
Dopo un primo quarto di gara nel quale le due compagini hanno navigato sul filo dell'equilibrio, il parziale di 9-0 con cui i milanesi hanno aperto la seconda frazione avrebbe potuto stendere chiunque, ma non i biancorossi padroni di casa, guidati da un Giuseppe
Poeta particolarmente ispirato (20 i punti finali per il play battipagliese). Da lì in avanti il canovaccio della partita è rimasto lo stesso: gli uomini di coach Piero
Bucchi a tentare l'allungo, quelli di Capobianco ad assorbire il colpo e rifarsi sotto.
E' al ritorno dagli spogliatoi dopo l'intervallo lungo - concluso col minimo scarto per l'Armani - che gli ospiti stringono le
maglie difensive e conquistano il controllo della lotta sotto canestro. La Banca Tercas fatica a segnare, i lunghi dell'Olimpia - tra cui un eccellente
Marconato - trovano punti e rimbalzi preziosi, portando Milano agli ultimi 10 minuti di gioco con altrettante lunghezze di vantaggio. Ma pro

prio quando gli abruzzesi sembravano non poter più rientrare, ecco l'ultimo sussulto, firmato da
Carroll e ancora da Poeta. Sulla parità a quota 75, però, emerge di nuovo la maggiore esperienza - soprattutto a livello di post season - di una AJ cinica al punto giusto.
Teramo non segna più, a sparigliare ci pensa Mike
Hall da 3 punti, e a chiudere i conti arriva
Luca Vitali. Con un'altra conclusione da fuori, l'azzurro taglia definitivamente le gambe e le velleità della Tercas, permettendo ai suoi di chiudere senza patemi. La vera differenza l'hanno fatta l'esperienza e la
profondità del roster milanese (5 elementi in doppia cifra contro i 3 di Teramo), componenti di valore inestimabile nei playoff, specialmente contro una squadra zeppa di debuttanti nella fase ad eliminazione diretta. La bilancia della serie pende subito nettamente dalla parte di David Hawkins e soci, chiamati però all'immediata riconferma
mercoledì sera tra le mura amiche.
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Playoff, si parte: da lunedì 18 al via i quarti di finale della corsa scudetto. Tutti contro Siena, ma chi può realmente sperare nel miracolo?
Come puntualmente accade ogni anno dal lontano 1977, con l'arrivo della bella stagione il campionato italiano di basket entra nella sua fase più calda e più attesa, quella che assegna lo scudetto attraverso la folle corsa dei playoff. Dal 18 maggio, con gara 1 delle serie presenti nella parte bassa del tabellone, fino al 22 giugno - la sera dell'eventuale gara 7 di finale - parleranno soltanto i campi, i protagonisti delle 8 squadre impegnate ed i loro canestri. Passiamo in rapida rassegna le sfide dei quarti.
SIENA - PESARO. 
Inutile sprecare troppe chiacchiere, cercare di spaccare il capello in infinite parti, trovare fragili appigli con i quali immaginare un epilogo imprevisto. I marchigiani, agguantando in extremis l'ottavo posto, hanno ottenuto il massimo obiettivo possibile per una stagione alquanto transitoria. Per Siena, da verificare la disponibilità e le condizioni di due pezzi da novanta - Kaukenas e McIntyre - ed eventuali strascichi di nervosismo mostrati nell'ultima trasferta milanese; ma la corazzata dominatrice delle competizioni italiane - una sconfitta in 34 incontri tra campionato e coppe nazionali - potrà dormire sonni tranquilli e raccogliere il passaggio del turno nelle canoniche 3 gare.
Possibilità: Montepaschi 100%, Scavolini 0%.
TREVISO - V. BOLOGNA. Si rinnova - a distanza di 9 giorni dallo scontro diretto nell'ultima giornata disputata - il duello tra i due team che si sono contesi la quarta piaz

za. Chi ci arriva decisamente meglio è la Benetton: lo sprint finale nella regular season rende i verdi la vera
mina vagante dei playoff, e i favori del pronostico pendono dalla parte veneta non solo per il fattore campo a favore nell'ipotetica
bella. L'ultima finestra di mercato ha consentito a Mahmuti di poter contare su un roster rafforzato, specialmente grazie al jolly
Kalampokis, guardia greca già decisiva, e la recente crisi di risultati delle V nere -
5 sconfitte consecutive - rende ulteriormente in salita la strada dei bolognesi verso la gloria (e l'Europa). A meno di colpi di coda e sussulti di orgoglio, sempre possibili quando si veste una maglia così ricca di tradizione e di successi.
Possibilità: Benetton 65%, LaFortezza 35%.

TERAMO - MILANO. L'equilibrio sarà ancor più al centro della scena in questa inedita serie. La Tercas di Capobianco - giustamente eletto
coach dell'anno - si presenta per la prima volta nella sua storia alla post season, forte

di un terzo posto miracoloso, della carica di un gruppo compatto, giovane, sospinto da un pubblico scatenato che nelle uscite casalinghe farà presumibilmente la voce grossa. A
Moss, Poeta e Amoroso il compito di guidare gli abruzzesi verso un traguardo ancora più storico. Ma il ruolo della guastafeste sembra adattissimo per una Armani che nei playoff raramente delude, determinata a mantenere il proprio posto tra le grandi del campionato e a confermarsi al via dell'
Eurolega anche nella prossima stagione.
Possibilità: Banca Tercas 55%, Armani Jeans 45%.
ROMA - BIELLA.
La Virtus di Nando Gentile, dopo il secondo posto agguantato di prepotenza con 5 successi di fila, non può di c
erto fermarsi di fronte ad una squadra comunque coriacea qual è Biella: l'
obiettivo licenza triennale europea sembra ad un passo, e l'intero ambiente capitolino già pregusta una nuova finale scudetto contro il Montepaschi. Ai piemontesi il compito di allungare una serie sulla carta chiusa, sfruttando le solite armi dei rossoblù: il calore del proprio campo, la verve di uomini chiave come Gaines e Smith, un gioco brillante in grado - durante la stagione regolare - di sovvertire molti pronostici. Ma nei playoff, su una distanza così lunga come quella delle 5 partite, difficilmente basterà.
Possibilità: Lottomatica 85%, Angelico 15%.
Come accaduto la settimana scorsa con il rinvio di Siena-Avellino, anche questa giornata di campionato si presenta "monca" a causa dello spostamento a mercoledì 8 di un match, anzi di quello che è il principale incontro di cartello in programma in questo sestultimo appuntamento di regular season: Benetton Treviso-Lottomatica Roma. Certamente l'ottimistica speranza di chi aveva richiesto ed autorizzato il rinvio era quella di vedere i verdi trevigiani andare il più avanti possibile nelle Final Eight di Eurocup, cosa invece non accaduta, ma ormai la decisione era stata irrevocabilmente presa.
Passando in rassegna le restanti gare in programma tra oggi e domani, chi tra le posizioni di vertice sembra godere della situazione più favorevole è la Virtus Bologna. Le V nere di Boniciolli attendono la Eldo Caserta, formazione ancora non certa della salvezza ma che non dovrà cercare i punti che le mancano in trasferte apparentemente improbe come questa a Casalecchio. Conquistando i 2 punti, la La Fortezza metterebbe momentaneamente in cassaforte il secondo posto, con Roma ancora ferma ai box per altri 3 giorni e con un orecchio alla sfida di Milano tra l'Armani Jeans e la Tercas Teramo. Una vittoria contro gli abruzzesi regalerebbe ad Hawkins e soci l'aggancio - insperato solo fino a poco tempo fa - ai primi 4 posti, riaprendo tutti i giochi in vista dello sprint finale verso i playoff.
Lotta-playoff che come ogni domenica propone interessanti scontri diretti. In corsa per agguantare il settimo e l'ottavo posto - gli ultimi utili - ci sono ben 5 squadre, 4 delle quali si incroceranno domani in campo. Il sentito derby marchigiano tra Montegranaro e Pesaro, così come la sfida tra Biella e Cantù, certamente non basteranno per sgranare la classifica e schiarire le idee su chi la spunterà a fine stagione regolare. Il quinto incomodo è l'Air Avellino, impegnata in casa contro la Fortitudo Bologna sconfitta nel derby e ferma al penultimo posto: una nuova sconfitta dei biancoblu getterebbe ancora ulteriori ombre su un finale di campionato dai contorni drammatici per Mancinelli e compagni.
A completare la domenica, il quasi testa-coda tra Solsonica Rieti e Montepaschi Siena - impossibile immaginare per i laziali, con il roster ridotto ai minimi termini, tenere testa alla capolista - e la sfida salvezza di Ferrara, tra i padroni di casa della Carife e Udine. Dopo l'impresa a Roma, per i ragazzi di Valli un nuovo successo significherebbe mettere una serissima ipoteca sulla permanenza in Serie A; ma dall'altra parte la Snaidero, fanalino di coda della classifica, verrà a caccia di punti. Per gli arancioni friulani, una sconfitta sarebbe la condanna forse definitiva alla retrocessione.
Il programma della 23° giornata della Serie A di basket - escludendo il suo clou nel posticipo domenicale tra le due Virtus di cui si è già trattato - sembra a prima vista offrire un turno apparentemente interlocutorio, che non lascerebbe presagire eccessivi scossoni. Ma ad un esame più attento dei match che avranno luogo tra oggi e domani, gli spunti di interesse diventano molteplici.
Con Siena che tanto per cambiare dovrebbe avere vita tranquilla nell'impegno casalingo contro l'Angelico Biella, a vivacizzare le sorti delle zone alte della classifica ci penserà la Banca Tercas Teramo, attesa a Pesaro per una insidiosissima trasferta contro una Scavolini bisognosa di punti: per i marchigiani, perdere colpi anche in casa sarebbe un notevole handicap nella corsa verso gli ultimi posti disponibili per i playoff.
La caccia al miglior piazzamento possibile in vista della post season sarà la principale ragion d'essere di una interessante - e presumibilmente equilibrata fino in fondo - Ngc Cantù-Benetton Treviso; mentre la sfida di Avellino tra le due ex grandi per una stagione, le rivelazioni del 2008, l'Air e la Premiata Montegranaro, profuma di spareggio per un eventuale ottavo posto finale. In caso di sconfitta, per i padroni di casa campani rischiano di non esserci molte altre chance di rilancio.
Come quasi ogni domenica, la parte bassa della classifica offrirà un panorama ricco di sfide ad alta tensione. Gli eroi di Rieti aspettano l'arrivo al PalaSojourner di un'altra grande, o presunta tale: contro l'Armani Jeans Milano avverrà l'ennesima impresa? La gara di Udine tra la Snaidero e l'Eldo Caserta è l'ultima spiaggia per i padroni di casa, già ampiamente ultimi; un'ulteriore battuta d'arresto, contro una diretta concorrente, scaverebbe un abisso in classifica e metterebbe virtualmente fine alla lunga avventura degli arancioni nella massima serie.
Chiudiamo con il match sicuramente più atteso, nonché il più inaspettato ad inizio stagione, riguardante la lotta-salvezza. Il derby emiliano tra la Carife Ferrara e la Fortitudo Bologna sa di scontro non adatto ai deboli di cuore: la neopromossa che mai prima aveva visto la Serie A e l'ex grandissima - protagonista di 10 finali scudetto - in crisi, a battersi per evitare una retrocessione in Legadue. Per entrambe, una sconfitta rischierà di lasciare strascichi pesanti a livello psicologico. Nel caso della Fortitudo, le eventuali conseguenze potrebbero essere catastrofiche.
A 9 turni dal termine della regular season, l'unica certezza - matematicamente ufficiosa ma razionalmente indiscutibile - è il primato messo da tempo in cassaforte dal Montepaschi, mentre resta serrata la battaglia per tutti gli altri obiettivi: secondo posto, piazzamenti playoff, salvezza.
Con Siena attesa da Montegranaro (i più attenti ricorderanno che l'anno scorso ne uscì sconfitta), le tre formazioni in corsa per la piazza d'onore sono attese da impegni casalinghi: Roma contro la Scavolini dell'ex Carlton Myers, la Tercas Teramo contro il fanalino di coda Udine, mentre la Virtus Bologna affronterà domani alle 12 la sempre ostica Ngc Cantù. Il match sulla carta più aperto appare proprio quello delle V nere; anche in questo campionato la squadra canturina sta andando ben oltre le aspettative prestagionali, e da due anni il troppo sottovalutato lavoro del coach Dalmonte non sembra raccogliere la giusta quantità di elogi dall'ambiente.
Ma se i bolognesi confermeranno la recente solidità mostrata nelle ultime gare interne, allora non sarà difficile ritrovare anche domani sera la stessa situazione di classifica odierna, con la Lottomatica a mantenere due punti di vantaggio sulle inseguitrici, prima dell'attesissimo scontro diretto che il 22 marzo metterà di fronte a Casalecchio proprio le due Virtus.
Nell'intricatissima bagarre di centro classifica, con almeno 7 squadre - se non 9 - a battersi per gli ultimi 4 posti-playoff, spicca Armani Jeans Milano-Air Avellino. I biancoverdi campani si trovano forse nella posizione più scomoda, a 4 lunghezze dalla post-season ma ad altrettante dall'incubo retrocessione, e da qui al termine della stagione regolare avranno bisogno, per maggiore tranquillità, di raccogliere punti pesanti anche in trasferta; contro Milano, non proprio un esempio di continuità, potrebbe essere l'occasione giusta.
L'anticipo di oggi tra Benetton e Fortitudo Bologna sembra potenzialmente la gara più frizzante tra quelle restanti, mentre guardando tra le ultime posizioni sarà curioso il match tra le due neopromosse: Eldo Caserta-Carife Ferrara. Vietato perdere per entrambe, chi vincerà metterà in grossi guai l'altra... Un'ultima menzione per la Solsonica Rieti, impegnata a Biella, campo ostico anche per le grandi; difficile che i ragazzi di Lino Lardo possano compiere un nuovo miracolo.