Quando una stagione nasce male, tra polemiche, esclusioni, ricorsi, sentenze e amennicoli vari che si pensavano di esclusiva proprietà di altri sport più popolari nel nostro paese, è quasi ovvio che sia poi destinata a non finire meglio. A chiudere il triste cerchio iniziato oltre 7 mesi fa con le repentine estromissioni dalla Serie A di Napoli e Capo d'Orlando ci ha pensato il match di ultimo turno di regular season tra Banca Tercas Teramo e Gmac Bologna, non conclusosi alla sirena finale con i verdetti decisi dal campo: terzo posto per gli abruzzesi, retrocessione per i biancoblù felsinei.
Troppi i punti oscuri contestati dalla Fortitudo: troppo duri da digerire due canestri non convalidati allo scadere di terzo ed ultimo quarto, decisivi ai fini della sopravvivenza dell'Aquila nella massima serie. E se il primo ricorso alla Giudicante della Federazione Italiana Pallacanestro non ha trovato l'accoglienza e l'accondiscendenza che ci si augurava in casa bolognese, ecco pronto il colpo di coda, la mossa che paralizza il basket italiano. Nuovo reclamo, stavolta alla Corte Federale. E le istituzioni cestistiche con le spalle al muro, costrette quindi a fermare tutto in attesa di un'ennesima sentenza.
I playoff in via di imminente inizio subiscono un rinvio ancora non quantificabile. Perché in caso di accettazione del ricorso, la ripetizione della gara e l'eventuale vittoria di Mancinelli e compagni sovvertirebbe non solo le sorti del team bolognese - evitandogli il ritorno in Legadue dopo 16 anni - ma anche quelle di Teramo, modificando in maniera non proprio marginale la griglia della post season. In quel caso la dilatazione dei tempi di disputa della fase ad eliminazione diretta, storico cuore pulsante di uno sport come questo, diventerebbe inimmaginabile. A discapito di tutti: della preparazione di ognuna delle altre squadre che hanno sudato senza lamentarsi per 7 mesi rincorrendo i playoff, degli spettatori paganti disorientati davanti all'incertezza su quando potranno vedere dal vivo i loro beniamini contendersi uno scudetto, della credibilità di un movimento che fa fatica a reggersi anche in condizioni normali.
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